l'appello.
Il calcio italiano  in profonda crisi: lo dimostrano non solo i risultati nelle competizioni internazionali, ma soprattutto l'incapacit di riconoscere il valore del patrimonio rappresentato dagli stadi storici, frutto del genio dell'architettura e ingegneria italiane del Novecento, monumenti riconosciuti a livello internazionale e irrinunciabili per il contributo alla storia della costruzione e dell'architettura.
Questi capolavori, peraltro sottoposti a vincolo, sono sistematicamente a rischio di pesante alterazione per soddisfare le esigenze delle moderne manifestazioni sportive internazionali.
Non possiamo ignorare che le aree in cui insistono, un tempo periferiche, sono oggi quartieri densamente abitati che mal sopportano l'incremento di volumi e il flusso di traffico in occasione delle competizioni.
Allora, la soluzione auspicabile  la costruzione di nuovi impianti in aree esterne alla citt - soluzione proposta dalla stessa Fiorentina, mentre questi capolavori andrebbero consegnati nelle loro dimensioni originarie, nel loro garbo ed equilibrio, alle squadre giovanili e ai cittadini del loro quartiere: una lezione di civilt e di cultura.
Le immagini che arrivano in questi giorni da Firenze, in particolare dallo Stadio Artemio Franchi, sono inquietanti e inaccettabili.
Firenze, la citt che con la sua prestigiosa Scuola di Architettura ha siglato capolavori straordinari come la stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, il Palazzo delle Poste di Via Pietrapiana o il Ponte da Verrazzano, non merita questa involuzione.
Restando in silenzio, rischiamo di essere complici di un sistema che definisce "restauro" il completo mascheramento della struttura originaria all'interno di un nuovo corpo che difetta totalmente del garbo e intelligenza costruttiva dell'opera di Nervi.
Peraltro, impiegando i 95 milioni di euro destinati dal Ministero della Cultura alla sua "riqualificazione" nel quadro del Piano Strategico Grandi attrattori culturali.
Quella che avrebbe potuto rappresentare un'occasione straordinaria per un restauro esemplare da consegnare alla citt, si sta trasformando nel peggiore dei compromessi: sacrificare la leggibilit di un capolavoro per ottenere un mediocre e anonimo stadio "moderno".
Ci preoccupa che l'effetto Franchi si trasmetta all'altro capolavoro dello studio Nervi, lo Stadio Flaminio di Roma, la cui sorte  in questi giorni nelle mani del Comune di Roma e del Ministero della Cultura.
Ci appelliamo, dunque, ancora una volta al Comune di Firenze, al Ministero della Cultura e a tutti i soggetti responsabili per fermare i lavori e riesaminare ci che ancora pu essere modificato.
Non  troppo tardi per salvare il Franchi di Firenze e il Flaminio di Roma e dimostrare che siamo ancora un Paese all'avanguardia.
L'autore  architetto e presidente dell'Associazione italiana per la documentazione e la conservazione degli edifici e dei complessi urbani moderni.
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Gli stadi storici, come quello di Firenze e il Flaminio di Roma progettato dallo stesso Nervi, sono capolavori di architettura da tutelare, mentre rischiamo che i finti "restauri" stravolgano le strutture originarie.
di antonello alici.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
