Il consiglio comunale  durato nove ore, mozione "per un'azione unitaria" firmata dai capigruppo.
di tutti gli schieramenti.
Siena scuote ancora il governo barricandosi a protezione del Monte dei Paschi.
E di nuovo senza distinzioni tra destra e sinistra.
Un consiglio comunale lungo 9 ore e aperto ai contributi dei "big" cittadini e regionali, a partire dal governatore Eugenio Giani, produce una nuova mozione unanime, firmata dai capigruppo di tutti gli schieramenti, che impegna la sindaca Nicoletta Fabio "a continuare nell'azione unitaria", cio coinvolgendo Provincia e Regione, "presso il governo nazionale affinch usi tutti gli strumenti a disposizione per tutelare l'integrit della banca Mps". Una posizione che rafforza la mozione gi approvata il 24 giugno scorso, quella che ha innescato l'incontro con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
All'angolo di Rocca Salimbeni, storica casa della banca, c' un cartellone pubblicitario che riassume in maniera efficace ore di monologhi: "Il tuo territorio, la nostra storia". A pochi metri di distanza, nel palazzo civico di piazza del Campo, la politica locale si dimostra pi unita di quella nazionale.
Del resto  in citt che si temono gli scossoni maggiori del risiko bancario, nella provincia dove la ex "banca rossa" e la sua fondazione sono radicate a un livello viscerale, dove non si pensa alle fluttuazioni della borsa, ma ai posti di lavoro.
Alla "tenuta sociale ed economica", dicono i sindacati.
Alla "desertificazione bancaria" che pu acuire lo spopolamento di certe zone.
Al rapporto diretto che oggi c' tra l'istituto e le imprese in tempi di grosse crisi aziendali, simboleggiate dalla vertenza Beko.
Perci a Siena nessuno dubita sulla necessit di scongiurare lo smembramento di Mps. E viene intimato al governo di fare da garante.
Giani chiede al ministero dell'Economia, allo Stato, "di non essere neutrale nella questione dell'Opas di Intesa su Mps" e di "far pesare la sua quota azionaria residua del 4,8% per difendere l'identit della banca senese e il mantenimento della sede a Siena.
Tutti vogliamo un Mps con un'identit inalterata", dice.
Il riferimento  all'assemblea degli azionisti programmata per il 29 ottobre, chiamata a prendere una decisione sulle mosse "a difesa" dell'offerta di Intesa Sanpaolo, ovvero le due Ops (offerte pubbliche di scambio) annunciate su Banco Bpm e Banca Generali per formare un terzo polo bancario.
Sopravvivono ancora quote pubbliche e dunque lo Stato "non potr restare un osservatore esterno", si sente dire in pi interventi. "Non ha il potere che aveva un tempo, con il 65-70% della propriet, per quel 5%  gi importante - osserva Giani - . L'Italia ha bisogno di una banca come Mps: il Governo deve andare all'assemblea con molta chiarezza".
Il fronte comune senese e toscano si oppone al rischio di un frazionamento.
Lo sostengono i dem, ma anche il deputato di Fratelli d'Italia Francesco Michelotti, che pur non risparmia critiche a una sinistra capace "in 20 anni di sbagliare tutto" e che ora "chiede a Giorgia Meloni di risolvere la situazione premendo un bottone e chiedendo il Golden power". In ogni caso, ribadisce Michelotti, "la banca non d.
eve essere smembrata". Ovviamente pure per la sindaca Nicoletta Fabio il pericolo pi grande  la "polverizzazione" di Mps e il suo dovere resta "difenderne l'identit". "Siena - rivendica - non chiede privilegi, non chiede di fermare il mercato, non chiede di riportare indietro le lancette della storia.
Siena chiede di mantenere occupazione e competenze, di preservare un importante centro decisionale italiano e conservare il rapporto fra banca, imprese, famiglie e territori.
Un Banco integro non significa immobile". Dalle Contrade arriva invece "un po' di rammarico" per essere state lasciate ultime nella discussione.
Tocca al senatore del Pd Silvio Franceschelli spiegare le parole di Elly Schlein ("A differenza della destra, noi pensiamo che il governo non debba intervenire a gamba tesa.
Decida il mercato"). "Si riferivano al fatto che il mercato non lo controlliamo", chiarisce.
Il messaggio  chiaro e bipartisan: il governo deve fare da garante.
La sindaca Nicoletta Fabio: "Il nostro dovere  difendere l'identit".
RIPRODUZIONE RISERVATA.
La sindaca Nicoletta Fabio ieri ha aperto il Consiglio comunale anche ai contributi dei big cittadini e regionali.
A sinistra la sala dove si  svolto il Consiglio.
di.
MATTEO LIGNELLI.
siena
