il racconto.
Alle 12.30 il termometro dell'auto segna 40 gradi.
Allo Sperone, periferia sud di Palermo, la luce rimbalza sull'asfalto e sui marciapiedi senza ombra.
Dentro l'Istituto comprensivo Sperone-Pertini il caldo entra nelle aule e accompagna il giro della preside, Antonella Di Bartolo, tra i banchi.
Tra pochi giorni torneranno centinaia di alunni, e dovranno fare i conti con le classi roventi.
Lo Sperone-Pertini  una delle tante scuole senza impianti di climatizzazione e per la dirigente non si pu pi parlare di "emergenza caldo". E' una questione "economica, di visione, di investimento". Di Bartolo, che pu vantarsi di aver abbattuto la dispersione scolatica in una delle zone di frontiera della citt, adesso si trova davanti un nemico non convenzionale: le alte temperature che, con l'inadeguatezza delle strutture, diventano un ostacolo per il ritorno a scuola degli alunni.
Al "Pertini" sono 1.354, distribuiti in quasi ottanta classi.
Il paradosso, da queste parti,  che i fondi non mancherebbero: ci sono quelli del Pnrr ma, riferisce la dirigente, l'acquisto dei condizionatori non rientra nella misura.
Sono rimaste le "pezze": tende, ventilatori, infissi e qualche aula climatizzata grazie a risorse raccolte negli anni.
Bambini e ragazzi trascorrono a scuola circa sei ore al giorno: "Noi viviamo climatizzati - dice la preside - e chiediamo loro di stare per ore in ambienti dove soffriranno". Il caldo, quindi, non  soltanto una questione sanitaria: incide anche sul benessere e sulla qualit della vita scolastica. "Il fatto che tutti gli edifici pubblici abbiano l'aria condizionata - dice - e le scuole dove stanno persone fragili e per tante ore, non ce l'abbiano,  una scelta". Il caldo, da queste parti,  un ulteriore muro, perch l'istruzione  soprattutto un veicolo di legalit. Fuori dall'istituto la pensa cos pure Maria, una madre dello Sperone: "Anche con quest'afa la scuola toglie i nostri figli dalle strade".
Il problema non si ferma solo dentro le aule.
Allo Sperone il verde  quasi assente.
La nuova infrastruttura tranviaria, racconta la dirigente, non ha portato con s alberi: "Non  stata piantata una sola aiuola". Restano sterpaglie, marciapiedi assolati e superfici che nelle ore pi calde diventano radianti.
La preside spiega che non serve solo il singolo condizionatore: "Serve un piano di edilizia scolastica importante che affronti anche il tema dell'efficientamento energetico: i ministeri interessati si parlino".
Perch installare un impianto di climatizzazione pu significare intervenire sulle centraline e sull'intera rete elettrica: "Sembra tutto facile, ma non lo ". Proprio per questo, secondo la dirigente, non basta intervenire quando il caldo arriva.
Rinviare l'inizio delle lezioni o no? Lo chiede la Cgil e il dibattito  aperto.
Anche fra gli insegnanti.
Francesca Maccani, docente e scrittrice, trentina ma palermitana d'adozione, dice: "Sono assolutamente favorevole a posticipare l'avvio delle lezioni di una settimana per evitare il picco di calore, non credo che comprometterebbe la didattica".
Jerry Guastella, docente di liceo, richiama le tutele previste per chi lavora nei cantieri: "Perch le stesse regole non dovrebbero valere per insegnanti e studenti?". La Regione Siciliana, al momento, respinge l'istanza: l'anno scolastico ripartir regolarmente a met settembre.
Di Bartolo spiega che la coperta in ogni caso  corta: "In un quartiere in cui portare i bambini a scuola  fondamentale, bisogna fare pi scuola, non meno.
Dobbiamo smettere di ragionare con la pezza.
Non dobbiamo mettere pezze.
Dobbiamo intrecciare tessuti", ripete.
La richiesta, dallo Sperone,  trasformare un'emergenza annunciata in una scelta strutturale.
Perch l'estate torner. E con lei, se nulla cambia, anche i 40 gradi nelle aule.
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Antonella Di Bartolo, preside dell'istituto comprensivo Sperone-Pertini, Palermo.
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