Il racconto.
Osa, eccome se osa, l'aquila.
Lass vabb, ma qui, tra lago e montagna, la vedi ovunque: da quella istoriata sullo storico cancellone ora "rosso Guzzi" su via Parodi da dove negli anni d'oro entravano ogni giorno 1.690 operai a quella del monumentale mosaico che impreziosisce la piazza centrale intorno alla quale ruota la nuova Guzzi city. Sopra, c' una terrazza e ancora sopra un ponte  anche questo sospeso tra lago e montagna.
Chiunque da oggi pu passeggiarci e buttare lo sguardo sulle linee di assemblaggio - si dice in gergo meccanico.
La culla dove le moto emettono i primi vagiti.
Poi ci si pu fermare al caff, sempre interno alla fabbrica ma sempre aperto al pubblico, e bersi una cosa. "Cio frate, follia Vai a fare ape alla Guzzi!", gongola un diciottenne su un'endurina smarmittata lambendo questo pezzo di sponde lecchesi del lago di Como.
L'aquila , dal 1921, il simbolo di Moto Guzzi.
Un pezzo di industria italiana, dai fondatori Carlo Guzzi e Giorgio Parodi fino agli attuali proprietari (dal 2004), il Gruppo Piaggio della holding dei Colaninno.
Nei 105 anni di storia di una delle moto pi amate dagli italiani e pi identitarie dell'italianit all'estero, ieri  stato un giorno a suo modo incorniciabile.
Nelle stesse mura dove tutto  iniziato, a Mandello del Lario, nemmeno 10mila abitanti, zona di suggestioni manzoniane, sono state inaugurate la nuova fabbrica e il nuovo museo Guzzi.
Prima di raccontarvi come  fatto questo nuovo hub aperto ai cittadini come fosse un quartiere di un angolo di Silicon Valley e di come lo ha tirato su  ci sono voluti cinque anni e 50 milioni di investimento - l'archistar americano Greg Lynn (Leone d'oro alla Biennale di architettura di Venezia) facciamo parlare il pi local Alberto Padovani.
Chi  costui? E' da vent'anni la guida museale di Moto Guzzi, abita ovviamente a Mandello.
Immaginate un Virgilio delle due ruote che accompagna i visitatori alla scoperta delle perle della casa dell'Aquila. "Quanto mi piacerebbe se un giorno venissero a trovarci Bruce Springsteen e Brad Pitt, che sono nostri fans appassionati come anche Ewan McGregor e Lenny Kravitz. Un giorno  venuta Malika Ayane, dopo un po' mi ha detto basta parlare perch mi hai gi fatto innamorare di queste moto".
Nomi di grandi star e artigianato che negli anni  diventato robottistica e super tecnologia.
Ma se gli chiedi qual  il vero segreto dell'Aquila il Padovani dice il basso profilo dei suoi storici proprietari. "Giravano in paese, in mezzo alla gente, col gelato in mano". Dopo anni difficili con importanti perdite di quote di mercato e il rischio di una chiusura che stava per far andare a sbattere una delle icone del made in Italy, nel 2004, con Piaggio, inizia il rilancio.
Fabio  un'altra voce aziendale appassionata, intrisa di guzzismo come le migliaia di appassionati e centauri che da oggi a domenica arriveranno a Mandello per le Giornate Guzzi.
Nel giorno del taglio del nastro (con il presidente esecutivo del Gruppo Piaggio Matteo Colaninno e l'amministratore delegato Michele Colaninno c'era il.
governatore leghista Attilio Fontana,.
ndr.
) Fabio mostra con orgoglio i modelli pi iconici dell'Aquila: la mitica California usata dai corazzieri del Quirinale che sabato scorteranno un corteo di moto da Lecco a Mandello e scelta negli anni belli dalla polizia di Los Angeles; la 8 cilindri 500 e la V7. Raccontano che nei garage di Lenny Kravitz e di Brad Pitt non manchino.
Max Biaggi in Guzzi ci girava per Roma quando era fidanzato con Bianca Atzei.
Qui, nel nuovo museo, ci sono 160 pezzi tirati a lucido. "In principio c'era lei", la indica Fabio.
E' la "Normale", la prima Guzzi della storia.
Due anni prima dallo stabiimento lecchese usc il primo prototipo.
Poi arriver la "fauna Guzzi": Galletto, Falcone, Airone, Albatros, Condor, Astore, Cardellino, Lodola, Stornello.
Oltre all'aquila, ovvio.
Al di l dei significati legati a maneggevolezza, leggerezza o solidit, l'ispirazione agli uccelli si deve anche al fatto che sulle cime sopra Mandello questa fauna, negli anni '20 del secolo scorso, abbondava.
Poi ci sarebbero le motociclette di polizia, carabinieri e polizia municipale: e qui si passa al cinema, ai ricordi di infanzia di tanti, all'immaginario comune.
Nel nuovo hub multifunzionale che fonde innovazione, sperimentazione, storia, cultura, socialit e aggregazione cala il tramonto.
La nuova agor dell'Aquila ha colori impattanti: rosso, giallo, poi un grigio Londra.
Dal portone oggi entrano tra i 100 e i 300 addetti a seconda delle stagioni (le moto si vendono pi d'estate). Al posto di cipputi c' un robot "di terra", lo chiamano cos, che sposta e testa.
Il nuovo stabilimento progettato da Greg Lynn.
Dai bolidi dei poliziotti Usa alla "California" dei nostri corazzieri, il fascino resiste anche tra i giovani.
Il museo della casa motociclistica contiene 160 esemplari prodotti nel corso dei 110 anni di storia.
dal nostro inviato Paolo Berizzi MANDELLO DEL LARIO.
(lc)
