INVECE CONCITA.
Vorrei prendermi un momento di riposo dalle nostrane piccinerie, dal pantano della legge elettorale e dalla seconda carica dello Stato che si finge pecorella e mediatore ("Non capisco il centrosinistra, il ballottaggio era un modo di condividere il cambiamento", certo, non capisce). E dalla palude delle primarie del centrosinistra e, ultimo solo come caso di elenco, l'intrico, ma sospetto che un cambio consonantico non porterebbe molto lontano dal vero, Lavitola e soci.
Fermiamoci un momento per dare un'occhiata intorno a noi, anche lontano, in apparenza, poi vedremo che in fondo anche qui, magari in un futuro auspicato dal generale.
Sono cinque anni che in Afghanistan sono tornati al potere i talebani.
Un altro successo della politica estera degli Stati Uniti, non importa che presidente ci sia, ce l'hanno nel sangue di iniziare guerre per poi lasciarle a met. Il risultato pi appariscente  stato che da cinque anni le donne afghane hanno perso via via ogni diritto.
Non possono studiare dopo i 12 anni, non possono avere un conto in banca, non possono uscire per strada se non accompagnate da un uomo.
Non possono lavorare nelle ong, sono stati chiusi i parrucchieri in tutto il Paese, vietato leggere in pubblico, o recitare.
Quest'anno  stata abolita la parit giuridica uomo-donna e ora i mariti possono picchiare le mogli e hanno il potere assoluto su di loro.
Un recente decreto dal titolo falsamente moderno, "Codice sulla separazione giudiziale dei coniugi", di fatto riconosce la validit dei matrimoni combinati con donne ancora piccole.
Non credo che in Italia si possa mai arrivare a tanto, ma gi l'abolizione del reato di femminicidio sarebbe un terribile segnale.
Le ragazze afghane dopo cinque anni sono cadute in un cono d'ombra, solo alcune istituzioni internazionali, Amnesty in testa, continuano a vigilare e a denunciare.
Il resto del mondo strizza l'occhio all'Afghanistan che ora pensa di puntare sul turismo.
C' da immaginare qualche stratega politico gi prenotato.
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Potere assoluto.
a padri e mariti.
il patriarcato.
che piace anche qui.
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di CONCITA DE GREGORIO.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
