Due podi su tre conquistati.
dagli atleti di casa sono.
andati a donne: un dato.
che va oltre le statistiche.
e il mero risultato agonistico.
I record, si sa, sono fatti per essere battuti.
Cos l'Italia nella citt dei due mari riscrive la storia dei Giochi del Mediterraneo.
In termini di risultati il bottino azzurro supera il precedente primato di Bari 1997, quando furono conquistate 193 medaglie.
Questa volta la squadra azzurra ha frantumato quota 200, trasformando l'edizione di Taranto nella pi vincente di sempre.
Numeri che raccontano la forza esplosiva dello sport italiano e la qualit di un evento, nato fra scetticismi e polemiche, che ha portato invece il capoluogo jonico e la Puglia all'attenzione internazionale.
Ma la storia non  ancora finita.
Oggi ci sono in palio gli ultimi tre titoli: mezza maratona maschile (in gara l'andriese Pasquale Selvarolo) e femminile e pallanuoto maschile.
Poi caler il sipario sulla edizione numero 20, con la cerimonia conclusiva(appuntamento alle 20) allo stadio Iacovone affidata tra gli altri a Serena Autieri e all'Orchestra Mediterranea, destinata a lasciare un altro segno nella storia della manifestazione.
Sar la musica a raccontare il Mare nostrum plasmato da popoli, tradizioni, contaminazioni e nuove connessioni.
Intanto la Puglia sportiva applaude i suoi protagonisti, da chi  salito sul podio a chi lo ha soltanto sfiorato.
Dai 25 partecipanti sono arrivate 17 medaglie, sei d'oro, sette d'argento e quattro di bronzo fra individuali e di squadra.
Undici delle quali, quasi due su tre, portano una firma femminile.
Un messaggio che va oltre le statistiche e il risultato agonistico, perch lo sport in rosa in Puglia ha raggiunto ormai una maturit e una competitivit destinate inevitabilmente a meritare pi attenzione, sostegno e nuove opportunit. I nomi delle regine di casa nostra sono Vittoria Paganetti, Giada Babbo, Benedetta Pilato, Chiara Tarantino, Margherita Brigida Veccaro, Giorgia Amatori, Federica Toma e Silvia Semeraro.
La karateka jonica, nella categoria 68 kg,  stata l'ultima atleta pugliese in ordine di tempo a salire sul podio.
Un argento dal profumo intenso perch ottenuto davanti ad amici e familiari: "Non vedevo l'ora di combattere sul tatami.
Qui ci sono le mie radici che mi hanno regalato un'energia speciale.
E' stata un'esperienza unica: le sfide pi affascinano, pi sono difficili, pi mi esalto".
La fotografia consegnata alla storia  un mix di emozioni, sorprese, campioni affermati e giovani talenti.
Che si aggiunge a quella che immortala Fabio Caponio, Luca De Tullio, Francesco D'Amico, Alessandro Fanizza, Emanuele Buccolieri, Emanuele Potenza, anche loro fra i primi tre classificati.
Ogni medaglia racchiude determinazione, passione, sacrifici, rinunce, allenamento e la capacit di trasformare un sogno in un risultato.
Molti dei protagonisti sono cittadini con le stellette, si tesserano cio nei gruppi sportivi militari in cerca di strutture, certezze e stabilit, anche economica.
E' difficile, d'altronde, competere con la prospettiva di un posto di lavoro e uno stipendio.
Ma  giusto ricordare anche la base della piramide, il vero patrimonio del nostro sport, fatto di societ, tecnic.
i, dirigenti per i quali servono incentivi, contributi, borse di studio, impianti accessibili, sostegni economici legati al numero e alla qualit degli atleti formati.
Altrimenti, prima o poi scoppier la contraddizione: avremo sempre pi campioni, ma sempre meno societ capaci di crearli.
L'esodo di chi sceglie i gruppi sportivi militari non si pu fermare.
Possiamo per provare a non svuotare le societ che questi talenti hanno formato.
I Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 ci invitano anche a riflettere.
E la Puglia? Non ha soltanto un medagliere da ricordare, ma una nuova generazione di campionesse dalle quali sar indispensabile ripartire.
Questo, in fin dei conti,  ci che conta davvero.
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Non ci sono soltanto.
Pilato e Paganetti: l'ultimo.
argento  arrivato.
dalla karateca Semeraro.
La campionessa tarantina.
Benedetta Pilato in vasca ai Giochi.
A sinistra, Silvia Semeraro.
di gaetano campione.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
