L'Arera aumenta i prezzi del 6,9% a 2,3 milioni di utenti.
In Europa quotazioni ai massimi dal 2023 con riserve gi basse.
Non solo i rincari di benzina e diesel. I nodi della guerra in Medio Oriente vengono al pettine anche sul.
mercato del gas. Ieri l'Autorit per l'energia ha comunicato i prezzi per agosto per i 2 milioni e 300 mila utenti vulnerabili che godono delle tariffe tutelate: l'incremento su luglio  del 6,9%, visti i costanti aumenti della materia prima.
E l'ulteriore cattiva notizia in vista dell'inverno, pure per gli utenti sul mercato libero,  che i rincari non sembrano finiti.
Il prezzo del metano all'ingrosso al Ttf di Amsterdam, il riferimento europeo, ieri  salito ancora a 73 euro al Megawattora, un livello che non si vedeva dall'inizio del 2023, il terribile inverno successivo all'invasione dell'Ucraina e al divorzio dal gas russo.
Cosa spiega il balzo delle ultime settimane, dopo mesi di relativa tranquillit? Rispetto al petrolio, che ha trovato vie per aggirare Hormuz, l'export di gas dal Golfo  azzerato.
E il riaccendersi delle ostilit ha allontanato l'ipotesi di un ritorno alla normalit: pochi giorni fa il Qatar ha annunciato che non potr onorare i contratti di fornitura almeno fino a novembre.
Tutto ci mentre l'Europa, dipendente dalle importazioni, approccia l'inverno con gli stoccaggi ai minimi degli ultimi cinque anni, 65%. E la Germania, primo consumatore, perfino pi gi, poco sopra il 50.
La Commissione ripete che la situazione non desta "preoccupazioni immediate per la sicurezza degli approvvigionamenti", e che il target dell'80% di riempimento (gi ridotto dal 90)  sufficiente e realizzabile.
Rassicurazioni dietro cui si legge anche l'esigenza di difendere lo stop alle importazioni di gas liquefatto dalla Russia, che da gennaio far venir meno altra offerta.
Negli ultimi giorni per proprio Berlino, che aveva scommesso su un rientro della crisi, ha riconosciuto di essere stata troppo ottimista: al massimo le sue riserve arriveranno al 70%. Mentre alcuni analisti diffondono proiezioni allarmanti.
Secondo Seb Kennedy di Energy Flux per garantire all'Europa un inverno "gestibile" tutto dovrebbe andare bene, stagione mite e flussi dal Golfo in ripresa parziale.
Ma se tutto restasse come oggi e il freddo fosse nella media gli stoccaggi scenderebbero a marzo al 6,7%, il minimo storico.
Mentre in condizioni avverse, come un inverno freddissimo, si prosciugherebbero prima della fine della stagione.
In questo caso, per quanto poco probabile, si dovrebbe razionare.
Ma anche lo scenario "centrale", pi probabile, porterebbe i prezzi in territorio inesplorato: magari non ai picchi del 2022, oltre i 300 euro, ma sopra quelli attuali.
Sugli stoccaggi l'Italia ha fatto i compiti,  all'83%: il gas non mancher. Ma resta esposta ai costi come e pi degli altri, visto che il metano  la fonte che  causa ritardi sulle rinnovabili  da noi fa anche il prezzo dell'elettricit. Ad agosto quello all'ingrosso  schizzato a 180 euro al megawattora, in questo inizio di settembre supera i 200. Mesi dopo un decreto Bollette che prometteva prezzi "strutturalmente pi bassi", siamo ai massimi da tre anni.
Valori che hanno appena iniziato a scaricarsi nelle bollette.
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Un gasdotto in funzione.
di.
FILIPPO SANTELLI.
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