I sindaci alla Regione: aule come forni, calendario da rimodulare.
Presidi divisi.
Ciriello (Socrate): si sposta il problema senza risolverlo.
E' pi di una suggestione e a chiederlo  ora anche un pezzo di politica.
L'idea di posticipare di qualche giorno l'inizio delle lezioni per provare a sfuggire alla morsa del caldo non  pi soltanto una velleit di docenti, genitori e studenti.
Ma una possibilit indicata come soluzione anche da alcuni sindaci pugliesi.
Convinti come sono che partire una settimana pi tardi possa fare la differenza.
Cos la pensa, fra gli altri, il sindaco di Stornara Roberto Nigro, che ha scritto una lettera al presidente della Regione Antonio Decaro.
Chiede un posticipo della riapertura su base regionale.
O, in alternativa, la libert per comuni e scuole di modulare l'inizio delle lezioni fino a quando le temperature non torneranno accettabili.
Al centro della sua preoccupazione, i plessi dell'istituto comprensivo di Stornara: bambini dai 3 ai 13 anni, aule senza condizionamento, "come nella quasi totalit della Puglia". "Costringere bambini cos piccoli e giovanissimi a stare seduti per ore in aule che si trasformano in veri e propri forni significa esporli a rischi concreti di colpi di calore, malori e disidratazione", scrive Nigro.
E chiude netto: "Il diritto allo studio  fondamentale, ma la salute, la sicurezza e la dignit dei nostri bambini vengono prima di qualunque calendario".
Della stessa idea il sindaco di Gallipoli Flavio Fasano che ha inviato una richiesta al dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, ambito territoriale di Lecce, Mario Trifiletti.
Chiede un posticipo temporaneo, limitato ai giorni del picco dell'ondata di calore, che le previsioni meteo collocano a partire dalla terza settimana di settembre.
Se il differimento non fosse praticabile, Fasano ha chiesto l'apertura urgente di un tavolo tecnico, per rimodulare almeno gli orari di ingresso e uscita.
A Taranto  Massimiliano Stellato, consigliere comunale di Forza Italia, a scrivere anche lui a Decaro, chiedendo uno slittamento di una settimana.
Stellato punta il dito verso le strutture: "La gran parte degli edifici scolastici in Puglia non dispone di impianti di climatizzazione adeguati n di tende ignifughe per schermare le aule dall'irraggiamento solare.
Se non si interviene, il problema si ripresenter ogni anno".
Un'eventualit, quella del rinvio, che non mette per d'accordo tutti.
Spaccata  la stessa comunit scolastica.
Mentre alcuni dirigenti, fra cui la preside del liceo Scacchi Alba Decataldo, aprono all'ipotesi slittamento, per altri non  questa la strada giusta. "Il calendario scolastico - fa il punto Rosa Scarcia, preside del comprensivo Marco Polo -  concepito per offrire a studenti e insegnanti degli spazi per rifiatare durante l'anno.
Cominciare qualche giorno pi tardi significa dovervi rinunciare.
Siamo sicuri di volerlo?". Sulla stessa linea anche Santa Ciriello, alla guida del liceo classico Socrate: "Spostare di pochi giorni l'inizio delle lezioni, con il caldo intenso che secondo le previsioni dovrebbe proseguire sino a fine mese, non fa una grande differenza.
N possiamo dare per scontato che a giugno del prossimo anno le te.
mperature non siano altrettanto alte.
Iniziare pi tardi per finire pi tardi - aggiunge - non  risolvere il problema, ma spostarlo pi in l". E i climatizzatori? "Ce li abbiamo ma non possiamo usarli: non  sicuro.
L'impianto elettrico della scuola non reggerebbe il carico di decine di condizionatori accesi insieme.
E quindi? Finestre aperte e speriamo questo caldo ci lasci il prima possibile".
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Nigro: "In alternativa si dia la libert ai Comuni.
e agli istituti di rivedere.
la programmazione".
di.
VINCENZO PELLICO.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
