Il bilancio della Finanza e della Procura: sequestrati 355 milioni di euro.
Rossi: "Parte di quei soldi sia reinvestita nella giustizia".
Sono i crypto-asset i nuovi strumenti di riciclaggio utilizzati dalla criminalit organizzata, che oggi "assolda informatici e ingegneri come un tempo faceva con commercialisti e avvocati": il generale Pasquale Russo traccia il bilancio degli ultimi tre anni di attivit del Comando provinciale della Guardia di finanza di Bari, che presto lascer per assumere l'incarico di comandante regionale delle Marche (al suo posto arriver il generale Gianluca Angelini). Insieme al procuratore Roberto Rossi e all'aggiunto Milto De Nozza racconta come Procura e Gdf, dall'agosto 2023 a oggi, siano riuscite a sequestrare beni, contanti e conti correnti per 355 milioni di euro. "Un patrimonio enorme  stato restituito allo Stato - dice Rossi - che potrebbe, almeno in minima parte, essere reinvestito per migliorare il funzionamento della giustizia". Invece quel che viene sequestrato passa nella competenza del ministero delle Finanze e, in tanti casi, i beni restano inutilizzati per anni.
"C' sempre polemica sulle spese della giustizia - aggiunge - ma la Procura di Bari ha un attivo straordinario: per recuperare 355 milioni ne spendiamo poco pi di 2,3. Credo che sia conveniente per i cittadini.
Invece di eliminare gli strumenti con i quali possiamo raggiungere questi risultati bisogna potenziarli".
Del resto, spiega il comandante del Nucleo Pef Massimiliano Di Battista, "nelle indagini patrimoniali, la tempestivit  fondamentale, per evitare che i guadagni illeciti vengano spostati all'estero e se ne perdano le tracce".
Sulle nuove frontiere della criminalit digitale si sofferma Russo: "La digitalizzazione del mercato finanziario consente di aprire conti correnti dall'Italia con un clic, senza che il nostro sistema finanziario ne sia al corrente". Per lo spostamento di milioni da riciclare, un altro strumento che si rivela particolarmente utile, a detta del generale, sono "i virtual iban, che si appoggiano su conti correnti esteri e splittano i fondi su tanti sotto iban, ai quali  difficilissimo arrivare". Rispetto a tutte queste innovazioni la mafia - anche quella barese - tiene bene il passo.
E la Guardia di finanza insegue, grazie a investigatori altamente specializzati e che usano software innovativi e strumenti che utilizzano anche l'intelligenza artificiale.
Assaggi di come la criminalit abbia imparato a usare le tecnologie pi innovative, i finanzieri li hanno avuti nel corso di diverse indagini.
L'ultima  stata "Mercato", che ha scoperto le attivit illecite connesse alla gestione delle sale slot della famiglia Snidar e portato a sequestri per 63 milioni.
Nell'ambito delle inchieste su reati ai danni di pubbliche amministrazioni, in tre anni sono stati recuperati circa 20 milioni, di cui 400mila euro relativi a sequestri effettuati a tre dipendenti dell'Asl Bari coinvolti in una storia di tangenti.
Ventisette sono i milioni restituiti allo Stato nell'ambito di due operazioni sull'illecito utilizzo di bonus edilizi.
Sessantadue quelli sequestrati in un'indagine sulla somministrazione illecita di manodopera tramite le cosiddette cooperative.
Tali societ erano dei serbatoi di lavoro irregolare per varie aziende, che vi attingevano per abbattere il costo del lavoro.
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Il generale Pasquale Russo, per tre anni alla guida della Gdf di Bari.
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La digitalizzazione.
dei mercati finanziari consente di aprire conti.
con un clic,.
per noi difficili.
da intercettare.
Pasquale Russo.
generale della Gdf.
di chiara spagnolo
