Il caso.
Per la procura potrebbe molestare altre donne o scappare dall'Italia.
Per questo i pm hanno fatto appello al tribunale del riesame per chiedere la custodia cautelare in carcere del commesso di origine bengalese, 42 anni, che venerd ha palpeggiato una ragazzina di 13 anni a Torino.
L'uomo  rimasto in carcere due notti prima che la gip lo scarcerasse con l'obbligo di firma, scatenando uno scontro politico arrivato fino alla premier Giorgia Meloni e al vice Matteo Salvini.
Il ministro Carlo Nordio ha annunciato l'invio degli ispettori. "Gli esponenti del governo sono andati oltre la critica - contrattacca il presidente dell'Anm, Giuseppe Tango . Lo condanniamo con forza e riteniamo del tutto non ortodosso l'invio degli ispettori". L'Unione delle camere penali parla di "provvedimento privo di giustificazione, che rischia di tradursi in un'indebita pressione sull'autonomia del potere giudiziario". Gli ispettori - dicono gli avvocati - servono ad "accertare abusi e irregolarit, non dove possono servire a raccogliere consenso elettorale".
Nei prossimi giorni il riesame dovr valutare se ribaltare la decisione del gip: "C' il concreto pericolo che possa commettere altri reati della stessa specie" scrivono i pm. Lo dimostrerebbe la gravit del fatto e il dettaglio che sapesse l'et della vittima, visto che gliel'aveva chiesta poco prima di palpeggiarla sul seno.
Poi c' il particolare della molestia precedente ai danni di un'altra donna, che gli investigatori stanno tentando di rintracciare.
I pm ricordano che l'indagato non ha n casa n lavoro fissi in Italia.
Quindi, negli atti, si rischia che scappi in Bangladesh, dove ha lasciato moglie e tre figli.
Ieri mattina, intanto, sono comparse le scritte "Pedofilo infame" e "in mano al popolo" sulla saracinesca abbassata del minimarket dov' avvenuta la molestia sessuale.
Il negozio  chiuso per scelta del titolare ma sono comunque in corso accertamenti della polizia amministrativa.
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FEDERICO GOTTARDO.
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