Verifiche sul denaro usato dai genitori per far curare la figlia.
E sulla rete.
di procacciatori di clienti per il centro di Monterrey.
I soldi.
Un fiume di soldi.
E' da qui che partono gli approfondimenti sulla strage di Pietralata.
Una tragedia arrivata al culmine di un'esistenza dolorosa, segnata anche da spese mediche difficili da conciliare con il tenore di vita della famiglia.
Conti da centinaia di migliaia di euro pagati nella speranza che le cure per Bianca, disabile dalla nascita, potessero portare almeno un po' di sollievo a un mnage familiare complicatissimo.
Ci sono i viaggi in Messico, due volte, in un centro specializzato in trattamenti con cellule staminali.
Poi i versamenti al dottor Jos Roberto Trujillo e al suo centro sperimentale Neurocytonix di Monterrey: 35 mila euro per la terapia e altri 50 mila per tutto il resto.
Spese che ora i carabinieri stanno passando al setaccio.
Vogliono capire da dove arrivassero quei soldi.
Se qualcuno avesse prestato denaro a Luca Abbasciano e Valentina Pambianco.
E, soprattutto, se la coppia fosse rimasta indietro con i pagamenti.
Dietro la decisione di porre fine a tre vite, insomma, potrebbe esserci anche l'angoscia di non riuscire pi a sostenere i costi delle cure della figlia.
Gli investigatori vogliono verificare anche eventuali pressioni.
Per ora, per, sono soltanto domande.
Interrogativi ai quali gli inquirenti stanno cercando una risposta.
C' poi un altro aspetto che riguarda proprio la scelta del dottor Trujillo.
Luca e Valentina erano arrivati a quel medico autonomamente oppure erano stati condizionati? Qualcuno aveva prospettato loro la possibilit di un netto miglioramento per la figlia affetta da paresi cerebrale? I carabinieri vogliono capire se attorno al centro di Monterrey ci fosse una rete di pazienti che ne alimentava la fama, esaltando i presunti risultati delle terapie e incoraggiando altre famiglie a rivolgersi allo stesso medico.
E se, dietro questa attivit di promozione, ci fossero benefici o forme di remunerazione.
E' su questo possibile intreccio che ora si concentrano gli accertamenti, anche sui telefoni.
L'ultimo messaggio Valentina lo aveva mandato a un'altra mamma conosciuta in un viaggio della speranza. "Andiamo nel gruppo che ci facciamo quattro risate", aveva scritto la donna alle 19.15 di venerd 28 agosto.
Poche ore dopo, intorno alla mezzanotte, la tragedia.
Luca e Valentina uccidono la figlia Bianca con un colpo di pistola al petto.
Poi uccidono il cane e si tolgono la vita.
Nella casa lasciano numerosi bigliettini indirizzati ai parenti, con messaggi di scuse e indicazioni sui beni. "Da soli non ce la facciamo pi", hanno scritto.
I corpi vengono ritrovati soltanto il luned successivo, quando Daniela Abbasciano allerta le forze dell'ordine.
Da giorni non riusciva a mettersi in contatto con il fratello. "Molte cose di Luca le ho scoperte dai giornali", ha detto ieri ai carabinieri la donna.
- ma.car.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
