Nazareno DINOI.
Cinque ore trascorse tra il primo allarme, gli accertamenti eseguiti a Manduria, il consulto a distanza con il radiologo di Castellaneta e il successivo trasferimento in ambulanza.
Quando il paziente, un uomo di 69 anni ricoverato nel reparto di Nefrologia dell'ospedale "Marianna Giannuzzi",  arrivato al "Santissima Annunziata", le sue condizioni erano ormai gravissime.
Ora si trova ricoverato in rianimazione per un tamponamento cardiaco.
Il caso, avvenuto nella notte tra marted e mercoled, riaccende le preoccupazioni sulle conseguenze della riorganizzazione del servizio di radiologia disposta dalla direzione generale dell'Asl. Dal primo settembre, infatti, nella fascia compresa tra le 20 e le 8 non  pi assicurata la presenza del radiologo negli ospedali di Manduria e Martina Franca.
La diagnostica complessa notturna dei due presdi, compresi i territori di riferimento, viene cos affidata all'ospedale "San Pio" di Castellaneta, lasciando libero il presidio centrale di Taranto gi oberato di altri interventi.
Le condizioni del sessantanovenne, ricoverato in nefrologia al "Giannuzzi", si erano improvvisamente aggravate intorno alle due.
L'uomo avrebbe accusato un forte dolore toracico, inducendo i sanitari del reparto ad avviare immediatamente gli accertamenti.
In assenza del radiologo in servizio durante la notte, il caso  stato gestito attraverso la teleradiologia.
Il paziente  stato sottoposto a una Tac senza mezzo di contrasto a Manduria mentre le immagini sono state trasmesse e valutate a distanza dal medico radiologo in servizio nell'ospedale di Castellaneta.
La tecnologia consente di leggere gli esami da remoto, ma in questa circostanza la prima indagine non sarebbe stata sufficiente a chiarire la natura del problema.
Proprio per la complessit del quadro clinico, il radiologo di Castellaneta avrebbe richiesto un approfondimento diagnostico con mezzo di contrasto, disponendo cos il trasferimento del paziente al "San Pio". E' stato quindi organizzato il viaggio in ambulanza da Manduria a Castellaneta, lungo un percorso di circa 90 chilometri.
Durante il trasferimento, per, le condizioni del sessantanovenne sarebbero rapidamente precipitate.
Giunta alle porte di Taranto, l'quipe sanitaria avrebbe valutato troppo rischioso proseguire verso Castellaneta cos il medico a bordo dell'ambulanza ha deciso di modificare la destinazione e dirigersi verso il pronto soccorso del Santissima Annunziata.
Dove il paziente  arrivato in condizioni disperate.
Gli accertamenti avrebbero evidenziato il tamponamento cardiaco, una grave emergenza nella quale l'accumulo di liquido intorno al cuore ne compromette la capacit di pompare sangue.
L'uomo  stato ricoverato in Rianimazione.
Dalla prima richiesta di intervento partita dal reparto di Nefrologia all'arrivo al pronto soccorso di Taranto sono trascorse complessivamente cinque ore.
In questo intervallo si sono susseguiti il consulto medico a Manduria, l'esecuzione della Tac senza contrasto, la valutazione delle immagini in teleradiologia da Castellaneta, la richiesta di un ulteriore esame, l'organizzazione dell'ambulanza e il trasferimento poi interrotto con la deviazione verso Taranto.
Una successione di passaggi che pone interrogativi soprattutto quando si affrontano patologie tempo-dipendenti, nelle quali la rapidit della diagnosi e del trattamento pu risultare decisiva.
La riorganizzazione sarebbe collegata alle misure regionali per il contenimento della spesa sanitaria e per il rientro dal disavanzo accumulato negli anni precedenti, quantificato in circa 350 milioni di euro.
Una scelta dettata dalla necessit di risanare i conti, ma destinata a scontrarsi con le esigenze assistenziali dei territori e, in particolare, con la gestione delle emergenze notturne.
La teleradiologia rappresenta uno strumento tecnologicamente avanzato e utile per la refertazione a distanza.
Il caso verificatosi al "Giannuzzi", tuttavia, evidenzia le possibili criticit quando l'esame richiesto necessita di ulteriori approfondimenti e il paziente deve essere trasferito in un altro ospedale.
Resta ora da chiarire se la presenza di un radiologo a Manduria avrebbe potuto abbreviare i tempi diagnostici e assistenziali del sessantanovenne.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
