Eugenio CALIANDRO.
La presenza dei lupi torna a generare preoccupazione tra gli allevatori del territorio.
In molte aziende si registrano attacchi al bestiame, soprattutto alle greggi di pecore e questo, naturalmente, torna a suscitare un clima di generale timore nella categoria.
A evidenziare la questione  Luca Pastore, allevatore, giudice esperto di razza e gi componente del direttivo dell'Anamf (Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Murgese e dell'Asino di Martina Franca).
"La gestione della fauna selvatica, con particolare riferimento alla presenza ormai stanziale del lupo, sta ridefinendo gli equilibri della zootecnia nella Murgia sudorientale.
Il tema, delicato e complesso, tocca da vicino un territorio come il nostro, storicamente rinomato per l'allevamento brado di specie autoctone di grande pregio, come il cavallo delle Murge, l'asino di Martina Franca, il bovino podolico, le capre ioniche e garganiche, e le pecore di razza moscia leccese e altamurana.
La presenza del lupo sul nostro territorio e nelle aree limitrofe,  un dato di fatto con cui il comparto zootecnico si confronta quotidianamente".
Luca Pastore si fa quindi portavoce delle grida d'allarme che provengono da alcune delle aziende pi note del territorio: "All'interno del bosco Orimini, la storica Masseria Monti, che conta un gregge di oltre mille capre, oltre a cavalli murgesi e asini, adotta ormai da tempo misure di protezione rigorose.
Nonostante il pascolo avvenga esclusivamente di giorno, sotto la vigilanza continua di personale specializzato e di una muta di oltre dieci cani da pastore abruzzesi selezionati, si continuano a registrare attacchi con cadenza quindicinale, che colpiscono generalmente gli esemplari in coda al gregge.
Tra gli avvistamenti pi recenti nella vicina zona di Russoli, e parliamo di non pi di una settimana fa, spicca quello di un esemplare con un manto tendente al rossiccio, differente dal tipico lupo grigiastro.
Spostandosi nelle aree rurali limitrofe, lo scenario non cambia.
Presso un'altra importante masseria, la gestione brada notturna  ormai un ricordo: gli allevatori sono costretti a raggruppare cavalli e asini nei grandi recinti ogni giorno all'imbrunire, affrontando talvolta incursioni anche in pieno giorno.
La riorganizzazione delle uscite mattutine richiede l'ausilio di decine di cani da difesa". Un problema che per Pastore incide profondamente sull'economia territoriale: "Il rischio d'impresa, unito a un carico burocratico spesso distante dalle reali esigenze della zootecnia specializzata, rischia di scoraggiare il ricambio generazionale.
Esistono tuttavia modelli di convivenza consolidati nel tempo, come dimostrano le grandi realt zootecniche poste ai confini tra i vari agri della Murgia.
Qui la presenza dei lupi  stabile da anni e gli allevatori hanno imparato a coesistere con la fauna selvatica applicando gli strumenti consentiti dalla legge: introduzione di cani da guardiania selezionati e costruzione di recinzioni perimetrali alte a protezione dei ricoveri". Resta per il rammarico per la perdita del pascolo libero h24, una condizione che in passato garantiva il massimo benessere per equidi e bovini.
Doveroso specificare come l'appello sollevato dal comparto zootecnico non sia in alcun modo mirato a colpevolizzare il lupo, splendida specie protetta e tassello fondamentale della biodiversit del nostro patrimonio naturale.
"La posizione degli allevatori conclude Pastore - non  di contrasto verso l'animale, bens di richiesta di aiuto verso le istituzioni: ci che si invoca con urgenza sono interventi strutturali, sostegni concreti e strategie di gestione che garantiscano una maggiore sicurezza alle aziende, permettendo la coesistenza virtuosa tra la salvaguardia della fauna selvatica e la sopravvivenza della storica tradizione pastorale murgiana".
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
