Nicola MICCIONE.
Due anni di inferno quelli vissuti da una donna al fianco di un convivente violento che avrebbe continuato a picchiarla, spesso sotto l'effetto di stupefacenti, anche quando portava in grembo il figlio nato dalla loro unione.
Dallo scorso 11 agosto quest'uomo, un 43enne barese originario di Bitonto,  in carcere, a Bari, arrestato dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia.
Le violenze, in quell'abitazione di Santa Rita, alla periferia del capoluogo pugliese, sarebbero state pressoch quotidiane.
L'indagato, infatti, avrebbe maltrattato la compagna, "sottoponendola ad un regime di violenze fisiche e morali, ed esercitando un controllo serrato delle sue relazioni sociali",  scritto agli atti.
Tra gli episodi pi gravi, raccolti da militari della stazione di Bari Carbonara, c' quello avvenuto a marzo 2024, quando mentre la donna era incinta, "le sferrava uno schiaffo colpendola tra il labbro e il naso", si legge ancora.
"Durante una discussione in relazione al fatto di continuare o meno la gravidanza - ha raccontato la donna in sede di denuncia -, lui non accettava quello che stavo dicendo e mi sferrava uno schiaffo a mano rovesciata colpendomi tra il labbro e il naso provocandomi il sanguinamento del labbro e una lesione".
Ad ottobre dello stesso anno, poi, "accusandola di aver fatto ammalare il figlio", frutto di una precedente relazione della sua compagna, "le sferrava uno schiaffo sulle braccia e poi la spingeva facendola cadere all'indietro". Insomma, ogni pretesto era buono per scatenare una furia incontenibile.
Ed erano colpi proibiti, insulti e minacce, anche di morte: "Ti devo fare male, ti devo vedere morta - le avrebbe detto dopo averla vista su TikTok, mentre scrollava lo smartphone -. Non ti addormentare stasera che come ti addormenti ti uccido e ti faccio a pezzettini davanti ai bambini". E non sarebbero mancati neanche i messaggi, le chiamate e le videochiamate "per controllare i suoi spostamenti".
Nel corso dell'interrogatorio, il 43enne, difeso dall'avvocato Giuseppe Galliani, ha risposto alle domande e ha reso dichiarazioni spontanee.
La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Chiara Maglio, ha convalidato l'arresto e applicato la misura cautelare in carcere.
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