Piero DE CRISTOFORO.
La risposta dello Stato ai fenomeni criminali, che si tratti di clan o di imprenditori.
E' questo per la Procura di Bari il bilancio di tre anni di sequestri patrimoniali operati dalla guardia di finanza di Bari, disposti o convalidati da un giudice: oltre 355 milioni di euro, fra contanti, conti correnti, immobili e societ, con l'obiettivo di garantire risposte tempestive alle istanze di giustizia del territorio e contrastare la criminalit. Un piccolo tesoro che  finito nelle casse dello Stato, nel Fug per la precisione, ma purtroppo nemmeno una parte  tornata alla gestione della giustizia stessa.
Temi importanti che sono stati evidenziati ieri mattina dal procuratore capo di Bari, Roberto Rossi, dal comandante provinciale della guardia di finanza di Bari, Pasquale Russo, alla presenza del procuratore aggiunto Milto Stefano De Nozza e del comandante del Nucleo Pef della guardia di finanza Massimiliano Dibattista.
"Questa  l'esperienza quotidiana ha spiegato il procuratore Rossi grazie all'elevata professionalit di una squadra, composta dal dipartimento guidato dal procuratore aggiunto Milto De Nozza e dei finanzieri specializzati, e che fa un enorme lavoro su tutti i reati fiscali ha detto - e soprattutto sull'illecita somministrazione di manodopera, particolarmente difficile da individuare". Ma non solo: seguendo il percorso tracciato da Giovanni Falcone, la lotta alla criminalit organizzata affonda le radici in un attacco al patrimonio accumulato illecitamente.
"E' questo il modo migliore per annientare i clan ha spiegato il procuratore - che sopravvivono solo se riescono a pagare legittimamente gli avvocati e i familiari dei detenuti, senn i clan si sfasciano e iniziano le collaborazioni.
Con le misure personali la criminalit si lamenta ma alla fine dal carcere escono, quando gli fai un sequestro o una confisca il danno  rilevante".
E poi le truffe sui bonus, sull'ecobonus in particolare, tanto che negli ultimi anni dal filtro della Procura sono passati tutti i lavori superiori a 500mila euro, le frodi fiscali, gli illeciti in materia di spesa pubblica: solo in quest'ultimo settore sequestrati 162,4 milioni di euro.
Somme che per purtroppo non tornano a giustizia.
Di rilievo il lavoro sull'illecita somministrazione di manodopera: "Ci vuole molta professionalit per capire il reato come funziona: li fanno assumere da una cooperativa che andr a fallire ha spiegato il procuratore capo - tanto non pagano tasse n contributi, la societ paga poco, risparmia e ha un vantaggio illecito sul mercato ma provoca danno ai lavoratori, e lo Stato non prende n tasse n contributi".
Tra le operazioni pi importanti, Opus, che nel 2023 ha svelato un sistema di somministrazione illecita di manodopera nel settore della logistica, poi l'operazione che nel 2024 ha riguardato un sistema di corruzione finalizzato all'affidamento di appalti all'interno della Asl Bari e l'ultima, la pi importante in termini quantitativi, l'operazione Mercato che a luglio scorso ha disarticolato un'organizzazione che deteneva il monopolio nel settore di giochi e scommesse, portando allo Stato oltre 63 milioni di euro. "La Procura di Bari  una societ, grazie al lavoro della guardia di finanza, in super attivo, nemmeno Musk o Apple ha detto ironizzando il procuratore - hanno i nostri dati perch fatturiamo oltre 800 milioni di euro, e spendiamo al massimo un paio, e questo per rispondere alle polemiche sulle spese per le intercettazioni, senza la quali non avremmo potuto fare la gran parte di queste operazioni.
Il problema non  di spendere ma di spendere bene.
Non ha senso spendere un sacco di soldi senza risultati.
La squadra produce risultati enormi, ci piacerebbe per che una parte di questi soldi andasse a giustizia".
Il comandante Russo, che a giorni lascer Bari per assumere il comando della guardia di finanza di Ancona, ha ringraziato il procuratore per l'apprezzamento: "Oggi abbiamo un'opportunit grande ha detto quella di far vedere ai cittadini il lavoro svolto.
Diverse volte abbiamo divulgato comunicati stampa, ma l'attivit di aggressione ai patrimoni illeciti riguarda anche profitti pi piccoli ed  importante comunicare alla collettivit che l'attivit di repressione  solo una parte.
Questo  il momento di valorizzare anche quello che fanno i piccoli reparti sul territorio.
La guardia di finanza ha un metodo di lavoro che accanto alla repressione penale fa partire subito investigazioni economico-patrimoniali.
L'aggressione patrimoniale  l'arma vera per evitare la sopravvivenza delle organizzazioni criminali.
Anche il sequestro di un carico grosso di droga non  sufficiente per assestare il colpo, solo togliendo le disponibilit patrimoniali non potranno pi approvvigionarsi di nuova droga e tendono a morire.
L'attivit della guardia di finanza non finisce con la repressioe penale ma punta a qualcosa di pi".
 RIPRODUZIONE RISERVATA - SEPA
