Valentina CHITTANO.
Il volto di Anna Frank e la maglia del Toma Maglie.
L'accoppiata che non ti aspetti e che pone pi di una domanda quella che  stata veicolata da alcuni adesivi affissi a Galatina nel centro del paese e nei pressi dello stadio.
Non  chiaro l'intento degli autori di questa iniziativa, ma sembra evidente il fine denigratorio e, visto il significato simbolico che ha Anna Frank, ragazza ebrea morta nei lager nazisti, molti hanno voluto sottolineare anche un proposito razzista.
Ipotizzabile - pare - che dietro quanto  accaduto ci siano delle frange estremiste della tifoseria calcistica galatinese, rivale storica di quella magliese, sportivamente parlando.
Ma subito si sono voluti muovere sia l'Asd Galatina Calcio sia il gruppo organizzato dei tifosi biancostellati.
"Tali iniziative sono da considerarsi esclusivamente personali e non sono in alcun modo riconducibili alla Societ, ai suoi dirigenti o alle attivit ufficialmente promosse dal Club - scrivono in una nota dal Galatina Calcio - Pur riconoscendo e apprezzando il sostegno e la passione dei propri tifosi, la Societ ribadisce l'importanza del rispetto delle persone, dei luoghi e delle regole, invitando tutti a evitare comportamenti che possano danneggiare l'immagine del Club e della nostra citt".
Allo stesso modo hanno voluto far sentire la propria voce i tifosi che ogni domenica seguono la squadra dagli spalti: "Questi adesivi non sono stati fatti dal nostro gruppo - ci tengono a far sapere - sicuramente  opera di qualcuno al di fuori della nostra cerchia.
Ci dissociamo categoricamente da quanto successo.
Non vogliamo atti di questo tipo.
Anzi, ci muoviamo tanto anche nel sociale, abbiamo per esempio donato alimenti alla Caritas e uova di Pasqua al reparto di pediatria del nostro ospedale.
Abbiamo a luglio fatto una festa con altre tifoserie e con l'incasso stiamo valutando cosa possiamo ancora donare alla nostra Galatina.
Difendiamo sempre la citt e la onoriamo con le azioni e la passione ogni giorno.
Non vogliamo assolutamente essere collegati a questo genere di azioni che non ci riguardano". Nel frattempo gli adesivi sono stati rimossi.
Qualcuno ricorda che anche lo scorso anno ci fu un'azione simile, ma stranamente non  emersa come  successo quest'anno, forse perch nessuno aveva messo in rilievo il cattivo gusto dell'iniziativa.
Sulla vicenda  intervenuta anche la consigliera di minoranza Loredana Tundo che invita l'amministrazione a prendere posizione in tal senso e spinge la citt a non rimanere in silenzio nella difesa della memoria e dei valori fondamentali della societ. "Servono rispetto, dignit, democrazia e rifiuto di ogni forma di odio e discriminazione", afferma Tundo.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
