Gi viva da alcuni mesi, l'indisponibilit dell'ecocentro di Lequile distrutto dall'incendio del 29 agosto e posto sotto sequestro sta aggravando l'emergenza rifiuti nel Salento, con particolare riferimento alla raccolta della plastica.
Con la sospensione dei conferimenti gi disposta in molti casi, i Comuni riferiscono di non aver pi sbocchi per gli imballaggi e il prefetto di Lecce Natalino Manno lancia l'allarme per il rischio imminente di blocco del servizio pubblico, crisi igienico-sanitaria e problemi di ordine pubblico, sollecitando la Regione Puglia a individuare impianti alternativi e ad attivare subito un tavolo di coordinamento istituzionale.
La nota ufficiale inviata ieri dal gabinetto della Prefettura di Lecce all'assessore regionale all'Ambiente e clima, al direttore generale di Ager Puglia, ai vertici dei consorzi nazionali Corepla e Conai, alla Provincia e a tutti i sindaci salentini traccia il quadro dettagliato di una paralisi sistemica ormai alle porte.
La filiera del recupero degli imballaggi in plastica nella provincia salentina versava gi da settimane in una "condizione di cronica sofferenza, causata dai rilevanti accumuli di materiale stoccato presso lo stabilimento della societ Ecorisorse S.r.l. a causa dei rallentamenti nei ritiri da parte dei soggetti nazionali preposti al successivo trattamento e riciclo del materiale".
Il rogo divampato alla fine di agosto presso e nell'impianto di Lequile ha rappresentato il punto di rottura definitivo di un equilibrio gi precario.
Con molte amministrazioni locali attualmente "prive di adeguate soluzioni impiantistiche alternative, dal momento che le altre strutture presenti sul territorio regionale risultano gi sature e assolutamente non in grado di assorbire i massicci quantitativi di frazione plastica differenziata prodotti quotidianamente dai cittadini", rileva la Prefettura.
In realt, gi due giorni dopo l'incendio era stato disposto per i Comuni dell'Aro 3 il conferimento della plastica all'ecocentro di Cave Marra Ecologia a Galatone.
E poche ore prima del Centro di coordinamento e soccorso convocato dallo stesso Ufficio territoriale del Governo, l'altro ieri Regione e Provincia si erano confrontate sul tema.
E come riportato ieri su queste pagine, l'assessore regionale all'Ambiente Debora Ciliento aveva dichiarato di essere in attesa di convocato un tavolo insieme a Corepla, Conai e Ager.
Per evitare che il blocco diventi irreversibile,  ora la Prefettura a chiamare la Regione Puglia a esercitare con la massima sollecitudine le proprie competenze in materia di pianificazione e gestione del ciclo dei rifiuti.
Viene richiesta l'adozione urgente di misure straordinarie per il ri-direzionamento coordinato dei flussi regionali, cos da decongestionare la filiera e permettere il graduale riassorbimento dei volumi giacenti.
Al contempo, il prefetto conferma la piena disponibilit a "promuovere e ospitare un tavolo istituzionale d'emergenza con Regione, Ager, enti locali, consorzi di filiera e gestori degli impianti, finalizzato sia alla definizione delle misure emergenziali immediate necessarie a garantire la continuit del servizio, sia a individuare strategie e interventi strutturali che volti a rafforzare la resilienza dell'intera impiantistica regionale e provinciale nel medio-lungo periodo".
P.Spa.
 RIPRODUZIONE RISERVATA
