Diossine, Pcb e metalli pesanti sono i contaminanti sui quali si concentrano i controlli dopo il vasto incendio che ha interessato l'ecocentro di Ecotecnica a Lequile.
In attesa dei dati di Arpa Puglia, il Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) dell'Asl Lecce ha gi avviato il monitoraggio preventivo.
Sotto il coordinamento del Dipartimento di prevenzione, guidato da Alberto Fedele, l'attivit riguarda produzioni agricole e imprese alimentari nel raggio di due chilometri dall'incendio.
A fare il punto  Roberto Carl, direttore del Sian Area Nord dell'Asl Lecce. "In attesa di informazioni pi certe sull'eventuale livello e sull'estensione dell'inquinamento spiega abbiamo gi avviato i monitoraggi preventivi". Il primo passo  la ricognizione delle attivit produttive e alimentari: "Stiamo cercando di rilevare quali possono essere le attivit produttive nell'arco di due chilometri, cominciando dal punto in cui si  verificato l'incendio.
Siamo gi andati a controllarne alcune e stiamo assumendo le informazioni che ci serviranno per essere operativi quando avremo dati pi specifici".
Il fronte principale  quello delle produzioni vegetali. "Ci stiamo orientando sui contaminanti tipici che possono liberarsi in atmosfera: diossine, Pcb e metalli pesanti", precisa Carl. Particolare attenzione  rivolta a oli e grassi e, dunque, alle olive.
Ed ancora funghi e allevamenti con produzioni di prodotti caseari.
Un primo monitoraggio  gi stato effettuato su olive e uva.
Il lavoro comprende anche il dialogo con le imprese. "Il primo responsabile della sicurezza degli alimenti  l'operatore del settore alimentare", chiarisce Carl. Chi  a conoscenza dell'evento deve valutare le possibili conseguenze sui prodotti e verificarne la sicurezza prima di immetterli sul mercato.
In presenza di dubbi o rischi potranno essere adottate misure precauzionali per impedire la commercializzazione di alimenti non sicuri.
Diverso  il discorso sull'esposizione delle persone.
Gli inquinanti sprigionati da un incendio possono comprendere sostanze inalabili, capaci di produrre effetti acuti soprattutto nelle prime ore e nei primi giorni. "Le diossine, invece, sono prevalentemente contaminanti d'accumulo", osserva Carl. Il rischio  legato soprattutto alla permanenza nell'ambiente e al consumo prolungato di alimenti eventualmente contaminati.
Anche la falda sar tenuta sotto osservazione. "Il primo pozzo dell'acquedotto  a sei chilometri spiega Carl quindi faremo comunque il controllo classico, per avere un dato analitico al momento zero". Se Arpa dovesse rilevare una ricaduta importante e concentrazioni elevate, potranno essere effettuati ulteriori controlli per verificare un'eventuale percolazione verso il sottosuolo e la falda profonda.
Nel frattempo resta l'approccio precauzionale. "I dati di Arpa ci daranno informazioni in ordine all'estensione, al tipo di inquinanti e alle ricadute sul territorio", ribadisce Carl. Il monitoraggio proseguir sulla base dei dati ambientali forniti da Arpa. "Bisogna sempre andare per gradi conclude Carl perch tutto va rapportato all'effettiva portata dell'evento". L'incendio, durato quasi tre giorni, viene considerato "un unico episodio, un fatto acuto": sar la lettura complessiva dei dati a stabilire l'effettiva ricaduta sul territorio e a orientare i controlli sanitari e alimentari. "L'obiettivo dei nostri controlli - conclude Carl -  quello di preservare e tutelare la salute dei cittadini, e quindi in caso di incertezza sui valori adotteremo d'intesa con le parti coinvolte le misure precauzionali che impediscono l'emissione in commercio di alimenti per il quale non sussiste la certezza della sicurezza".
A.Taf.
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