Maurizio TARANTINO.
L'incendio  spento, ma l'emergenza non  finita.
Dopo giorni di fumo, cattivi odori e timori per la qualit dell'aria, adesso l'attenzione si sposta su terreni, coltivazioni, acqua e prodotti alimentari.
Il sindaco di Lequile, Vincenzo Carl, ha firmato un'ordinanza che sospende - nel raggio di un chilometro dall'area dell'incendio dell'ecocentro -, commercializzazione e consumo di latte, uova, prodotti di origine animale e vegetale, anche trasformati, oltre al pascolo e all'utilizzo di foraggio a campo aperto.
Un provvedimento pesante, seppure cautelativo, che rende evidente come la fase pi critica dell'incendio sia superata, ma non i dubbi sulle possibili ricadute ambientali.
L'ordinanza nasce da una proposta della Asl di Lecce, formulata applicando il principio di precauzione in attesa degli esiti delle analisi ambientali di Arpa che dovrebbero arrivare nella giornata di domani.
La stessa Asl ha indicato Lequile e San Pietro in Lama tra i Comuni direttamente interessati dalla valutazione e ha informato anche San Donato di Lecce, Monteroni, Copertino e Galatina.
Il rogo dell'ecocentro, che ha interessato cumuli di rifiuti e materiali plastici sabato scorso producendo per giorni una nube visibile a chilometri di distanza,  ormai domato.
I Vigili del fuoco continuano comunque a presidiare l'area per scongiurare nuovi focolai.
Sul fronte dell'aria, i primi segnali vengono considerati rassicuranti.
Ma il vero interrogativo, adesso, riguarda ci che potrebbe essersi depositato a terra. "L'aria  pi respirabile, il picco  stato superato.
Ora il problema si sposta su suolo e acqua", afferma il sindaco Carl. Il Comune di Lequile ha gi disposto campionamenti autonomi di terreno e fogliame negli spazi pubblici, affidandoli a una ditta specializzata e accreditata.
Il prossimo passaggio decisivo  fissato per domani, quando in Prefettura torner a riunirsi il Centro di coordinamento dei soccorsi. "Sono attesi per venerd i dati delle analisi dei campioni di aria prelevati da Arpa - spiega Carl -. Nel frattempo, abbiamo fatto effettuare diversi campionamenti sul territorio e attendiamo anche quei risultati".
Il caso, per, ormai supera i confini cittadini.
A San Cesario di Lecce, il sindaco Giuseppe Distante ha deciso di non aspettare soltanto gli esiti degli enti sovracomunali e ha ordinato verifiche autonome. "Ho dato mandato agli uffici di far prelevare campioni sul territorio, anche di fogliame e terreno, per capire se l'incendio abbia provocato conseguenze da noi - afferma Distante -. Non posso per adottare provvedimenti senza un supporto scientifico.
Se dovessimo riscontrare qualcosa di anomalo, interverremo immediatamente con tutte le misure necessarie".
Anche San Pietro in Lama ha scelto la strada dei controlli.
Il Comune si trova oltre il raggio di un chilometro indicato dalla Asl, quindi al momento non ha replicato l'ordinanza di Lequile.
Ma il sindaco Vito Mello ha comunque chiesto un monitoraggio ambientale: "L'Asl ci ha detto di attendere prima i risultati delle zone pi vicine all'incendio e poi, eventualmente, allargare il campo.
Noi per vogliamo avere elementi anche sul nostro territorio".
Pi a nord, invece, emerge un altro dato: nessuna comunicazione ufficiale di allerta.
Cosimo Leuzzi, sindaco di Salice Salentino e presidente dell'Unione dei Comuni del Nord Salento, riferisce che l'area non  stata coinvolta nelle misure precauzionali: "Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione n dalla Prefettura n dalla Protezione civile.
Approfondir comunque con gli altri sindaci dell'Unione.
Se dovessero arrivare indicazioni diverse, siamo pronti a organizzarci per eventuali verifiche".
Anche il sindaco di Guagnano, Franois Imperiale, parla di attenzione alta: "La preoccupazione e l'attenzione sono massime.
Non siamo immediatamente attigui alla zona dell'incendio, ma  evidente che dobbiamo seguire l'evoluzione della situazione e capire se saranno necessari ulteriori controlli". Nel frattempo al Comune di Lequile  arrivata anche la disponibilit dell'Universit del Salento.
La rettrice Maria Antonietta Aiello ha offerto la collaborazione delle competenze del Dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche e ambientali.
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