Eraldo MARTUCCI.
"Una realt non ci fu data e non c', ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sar mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile":  una delle frasi pi celebri tratte da "Uno, nessuno e centomila", l'ultimo romanzo scritto da Luigi Pirandello e pubblicato nel 1926. Una riflessione che rispecchia in pieno la sua visione del carattere molteplice e contraddittorio della realt, permettendola di vederla da diverse prospettive.
E questo capolavoro diventa lo spunto, nel titolo, per il nuovo lavoro di Mario Perrotta dedicato al premio Nobel siciliano, "Qualcuno, nessuno, centomila.
Pirandello in loop", in scena oggi alle 21 all'auditorium Cezzi di Maglie (ingresso 8 euro biglietti su Ciaoticket).
L'appuntamento rientra nella nona edizione di "Crita.
Festival delle arti", rassegna itinerante dedicata allo spettacolo dal vivo, ideata e prodotta dalla cooperativa Ventinovenove con la direzione artistica di Gabriele Polimeno, Mary Negro e Giuseppe Bortone.
Con la regia dell'attore, autore e regista leccese vincitore per ben cinque volte del Premio Ubu, protagoniste in scena saranno le attrici Paola Roscioli e Dalila Cozzolino.
Lo spettacolo nasce da un rapporto profondo, antico e mai interrotto tra Mario Perrotta e l'opera di Luigi Pirandello.
Un legame che affonda le radici nella sua formazione filosofica e nel suo stesso debutto sulle scene, e che negli anni si  trasformato in un dialogo vivo. "Al centro, la molteplicit delle maschere che ciascuno indossa per esistere, una riflessione che, se nel Novecento aveva un carattere rivoluzionario, oggi trova una risonanza ancora pi potente nell'epoca digitale- si legge nelle note - i social media amplificano all'infinito questo gioco di travestimenti, generando un loop continuo di rappresentazioni di s e trasformando la rete in una zona franca in cui  possibile essere, contemporaneamente, qualcuno, nessuno e centomila". Ma lo spettacolo non si limita a tradurre Pirandello in chiave contemporanea.
Si costruisce piuttosto su uno slittamento continuo tra piani diversi: tra teatro e vita, tra finzione e realt, tra i personaggi pirandelliani e le nostre esperienze quotidiane.
Figure come Enrico IV, L'uomo dal fiore in bocca, Ciampa de "Il berretto a sonagli", il Signor Moscarda di "Uno, nessuno, centomila" non vengono semplicemente evocati, ma interrogati nella loro capacit di parlarci ancora oggi.
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