Francesco TRINCHERA.
Dopo il ricorso per l'apertura di un procedimento per la possibile liquidazione giudiziale di Seri Industrial che, con Eni Storage e attraverso la controllata Fib, dovrebbe realizzare a Brindisi la gigafactory sui terreni di Versalis , la preoccupazione in vista della realizzazione dell'impianto approda anche in Parlamento.
A intervenire  stato il parlamentare del Partito democratico, Claudio Stefanazzi, che attraverso una nota sollecita attenzione sulla situazione di Seri, prospettando anche l'intervento diretto di Eni a garanzia dell'opera: "Per soli otto milioni  infatti il commento del deputato dem salentino - un creditore ha chiesto al Tribunale la liquidazione giudiziale di Seri Industrial e della sua controllata Fib, ossia quel socio privato che Eni ha scelto per realizzare la gigafactory che dovrebbe sostituire la chimica di base a Brindisi.
Il partner su cui abbiamo chiesto, a un territorio in piena emergenza sociale, di riporre ogni speranza, oggi  nuovamente al centro di forti dubbi che attengono alla sua effettiva solidit".
Nello specifico, Stefanazzi sottolinea come queste perplessit si sommino a quelle emerse nel tempo, con toni anche molto duri: ad esempio, ricorda che i dubbi del caso "erano stati gi avanzati da Invitalia quando, in un'altra occasione, ha impugnato in Tribunale il bilancio di una societ del gruppo, parlando di rettifiche illegittime e ingiustificate.
Nel frattempo, si apprende che il gruppo si prepara a uscire dalla Borsa, cio a rendere ancora meno trasparenti i propri conti proprio mentre maneggia centinaia di milioni di risorse pubbliche".
Partendo da queste premesse, il parlamentare pugliese formula un interrogativo che ritiene vada posto ad alta voce: "Occorre farla ad alta voce: si pu fondare il rilancio di Brindisi su presupposti del genere? Chi ha verificato, e quando, l'affidabilit di questo partner prima di legare il destino di migliaia di lavoratori?". La palla passa dunque nelle mani di Eni, forte del suo ruolo di azienda controllata dallo stato: "Assuma direttamente  l'esortazione di Stefanazzi - la responsabilit dell'investimento davanti alla citt perch Brindisi ha gi dato: ha spento gli impianti, ha perso posti di lavoro, ha accettato la promessa.
Ora pretende garanzie vere e non le solite scatole cinesi".
Gi qualche settimana fa Seri era finita al centro delle cronache in seguito all'annuncio del progetto di fusione per incorporazione di Seri Industrial Spa nella controllante Seri Spa, in quello che viene definito "delisting", operazione destinata a portare alla cancellazione del titolo dal listino della Borsa di Milano.
A esprimere viva preoccupazione era stato Francesco Cannalire, capogruppo del Partito Democratico, a cui aveva risposto a stretto giro l'amministratore delegato di Seri Industrial, Vittorio Civitillo, rassicurando sulla prosecuzione dei progetti in corso, compreso quello brindisino.
Pi di recente, alla luce delle ultime vicende legali,  stato invece il consigliere comunale di Uguaglianza Cittadina, Pasquale Luperti, a chiedere garanzie sul futuro dell'investimento, sollecitando al contempo un ruolo pi attivo da parte di Confindustria Brindisi a tutela del territorio e delle sue aziende.
Il progetto, cos come presentato dai promotori, costituisce il pilastro della strategia di Eni per convertire il polo brindisino dalla chimica di base verso produzioni orientate alla sostenibilit e alla creazione di una filiera europea delle energie rinnovabili.
L'impianto sar focalizzato sulla produzione di batterie per lo stoccaggio energetico.
Secondo i piani industriali, l'avvio della produzione delle prime batterie  stimato indicativamente entro il 2028, con l'obiettivo di garantire la continuit occupazionale per i circa 450 dipendenti diretti di Versalis.
La posa simbolica della prima pietra si  tenuta il 6 luglio, in una cerimonia a cui hanno preso parte, tra gli altri, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Antonio Decaro e i rappresentanti di Eni e delle istituzioni locali.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
