Caterina SOLLAZZO.
E' stata disposta la chiusura di una piscina situata nell'agro di Torre Santa Susanna, dopo una serie di accertamenti che hanno evidenziato criticit sotto il profilo amministrativo, urbanistico-edilizio e igienico-sanitario.
Il provvedimento  stato firmato nei giorni scorsi dalla dirigente comunale delle Attivit Produttive, Valentina Putignano, e dispone l'immediata cessazione dell'utilizzo dell'impianto per attivit sportive, ricreative e associative, oltre alla sospensione dell'attivit di somministrazione di alimenti e bevande presente nella struttura.
In base al permesso di costruire rilasciato nell'agosto 2021 la piscina " asservita alla civile abitazione", non fruibile insomma dal pubblico come attivit autonoma.
La vicenda prende le mosse dal controllo effettuato il 22 agosto scorso dal personale del Comando carabinieri per la Tutela della Salute-Nas di Taranto, insieme ai militari della Stazione di Torre e al Nucleo carabinieri dell'Ispettorato del Lavoro.
Al momento dell'accesso erano presenti circa 40 persone tra bagnanti e utenti dell'area solarium. Nel corso dell'ispezione sono state rilevate diverse criticit. All'interno dell'impianto era presente un chiosco bar attrezzato con frigoriferi contenenti bevande, bancone-bar ed espositori di patatine e altri snack. Secondo quanto riportato negli atti, non sarebbe stata esibita la necessaria Scia sanitaria (segnalazione per l'avvio, la modifica o altre variazioni rilevanti di attivit che trattano alimenti) per l'attivit di somministrazione di alimenti e bevande.
Non sarebbe stato, inoltre, disponibile il relativo manuale Haccp (protocollo di sicurezza alimentare) n risultavano codificate le procedure di autocontrollo previste.
Tra le irregolarit riscontrate anche l'assenza, al momento dell'ispezione, di un assistente bagnanti, figura prevista dalla normativa regionale per gli impianti natatori, e la mancanza di un locale destinato al primo soccorso.
Gli accertamenti hanno evidenziato l'assenza del manuale di autocontrollo della piscina e del registro relativo ai controlli interni effettuati.
Non sarebbe stata esibita neppure la dichiarazione di conformit dell'impianto natatorio, circostanza che non ha consentito di verificarne la conformit alle norme tecniche di settore, anche con riferimento alla prevenzione del rischio di intrappolamento.
Alle carenze rilevate durante il controllo si sono aggiunti gli aspetti di natura amministrativa e urbanistica.
Dall'esame della documentazione agli atti del Comune  emerso che non risultavano rilasciati titoli idonei a legittimare l'utilizzo dell'impianto per le finalit sportive dilettantistiche, ricreative e associative che vi venivano svolte.
In particolare, secondo quanto riportato nell'ordinanza comunale, l'impianto era stato "assentito con Permesso di Costruire del 18 agosto 2021 in un'area classificata dallo strumento urbanistico comunale come zona agricola "E", con asservimento alla civile abitazione". Tale destinazione urbanistica, si legge nel provvedimento, "non contemplerebbe l'esercizio autonomo di un impianto natatorio aperto al pubblico n di un'attivit di somministrazione di alimenti e bevande, in assenza di uno specifico titolo urbanistico-edilizio che ne legittimi la diversa destinazione d'uso".
Sul fronte sanitario, un ulteriore provvedimento era stato adottato il 24 agosto scorso dal Dipartimento di Prevenzione della Asl di Brindisi con l'immediata sospensione dell'attivit di somministrazione di alimenti e bevande esercitata attraverso il chiosco, in seguito alle carenze igienico-sanitarie accertate e all'assenza dei necessari titoli abilitativi.
La sospensione rester in vigore fino alla completa eliminazione delle criticit rilevate.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
