Mario DILIBERTO.
Un'aggressione a sfondo sessuale respinta dalla vittima, una ventenne atleta francese.
Dopo una serata trascorsa nella zona della piscina della nave da crociera "Aroya" allestita a Taranto per ospitare gran parte degli atleti dei Giochi del Mediterraneo.
Un episodio grave ma fortunatamente circoscritto.
A confermarlo  il fatto che gli investigatori non hanno ritenuto necessario impedire il rientro in patria del presunto responsabile.
Si tratta di un ventenne calciatore nordafricano che  stato identificato dagli investigatori guidati dal capo della squadra Mobile Antonio Serpico.
Gli elementi emersi dalle indagini non hanno richiesto l'adozione di provvedimenti a carico del giovane.
Cos l'atleta straniero, dopo essere stato ascoltato dagli investigatori, ha potuto rispettare il programma della sua delegazione.
E l'altro giorno, proprio mentre filtravano i primi brandelli di notizia sul caso,  salito con i compagni a bordo dell'aereo che lo ha riportato in patria.
Da casa, quindi, attender gli sviluppi dell'indagine scattata dopo l'allarme partito dal villaggio degli atleti a bordo dell'Aroya, ormeggiata, dallo scorso 16 di agosto, al molo della base navale di Taranto.
Sulla vicenda le informazioni restano frammentarie, ma stando a quanto si  appreso, il brutto episodio sarebbe avvenuto a tarda sera.
I due atleti avrebbero cenato e trascorso del tempo insieme nella zona dei lettini vicini alla piscina dell'Aroya.
Evidentemente qualcosa  andato storto nel rapporto tra i due.
Il giovane nordafricano avrebbe tentato un approccio piuttosto esplicito che la ragazza avrebbe respinto.
Lui, per, non si sarebbe fermato e a quel punto la ragazza lo avrebbe allontanato e avrebbe chiesto l'intervento del personale di bordo per tenere a posto il giovane che non si sarebbe fermato dinanzi al "semaforo rosso". Sul posto sono intervenuti i medici del 118 e la polizia.
L'atleta  stata accompagnata in ospedale per accertamenti.
I controlli condotti al Santissima Annunziata di Taranto non avrebbero evidenziato lesioni di alcun tipo.
Cos la giovane ha potuto fare rientro al villaggio dove  stata accolta dalle compagne.
L'episodio ha innescato ovviamente grande tensione rovinando il clima di tranquillit e serenit vissuto non solo a bordo dell'Aroya ma anche a bordo del traghetto "Romantika", in questi giorni di competizioni a Taranto.
La squadra Mobile ha avviato le indagini seguendo il protocollo del "codice rosso" previsto per i casi di violenza sessuale.
E' stato informato il pm di turno e sono state acquisite le immagini delle telecamere di sicurezza della nave.
I filmati sono stati sequestrati e visionati dagli investigatori.
Le sequenze avrebbero consentito di escludere definitivamente circostanze particolarmente gravi, anche se, va sottolineato, non si intende minimamente sottovalutare l'accaduto.
Proprio questo quadro, come si  accennato, ha spinto gli inquirenti a non disporre alcun provvedimento a carico del giovane atleta che cos ha potuto far rientro in patria.
"Seguiamo con attenzione lo sviluppo delle indagini da parte delle autorit per l'accertamento di eventuali responsabilit su quello che  successo.
Le indagini si avvalgono delle immagini delle telecamere presenti sulla nave-villaggio, ben 1200. Da parte nostra non posso che ribadire la massima collaborazione all'attivit degli investigatori", ha detto Carlo Molfetta il direttore generale dei Giochi del Mediterraneo.
 RIPRODUZIONE RISERVATA
