Pierpaolo SPADA.
I dati completi e approfonditi sugli effetti dell'incendio del 29 agosto a Lequile saranno illustrati domani nel corso del Centro di coordinamento e soccorso alla Prefettura di Lecce.
Intanto, per, l'altro ieri l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ha comunicato che non emergono per ora criticit per l'aria.
E che i picchi nei valori del particolato registrati non sono attribuibili solo all'incendio.
Pur alterata tra il 29 e il 30 agosto, la situazione legata alla qualit dell'aria nell'area territoriale di riferimento starebbe, dunque, rientrando nei parametri di norma.
Nella nota ufficiale, Arpa Puglia riferisce di essere intervenuta con i propri tecnici fin dalle prime ore dell'evento, a partire dal 29 agosto, posizionando la strumentazione mobile ad alta precisione DustTrak. Tale tecnologia ha consentito di misurare con immediatezza la concentrazione di particolato nell'aria e di mappare la traiettoria dei fumi.
Successivamente, sono stati installati 4 campionatori ad alto volume nell'abitato di Lequile per raccogliere campioni destinati a minuziose analisi di laboratorio.
Le misurazioni effettuate nella giornata del primo settembre confermano "l'attenuazione delle concentrazioni di particolato (PM10)" sia nel comune di Lequile sia nella vicina Galatina, segnando il ritorno ad una condizione di stabilit atmosferica per l'area urbana.
Con riferimento ai valori particolarmente elevati nelle aree sottovento e a ridosso dell'impianto tra il 29 e il 30 agosto, Arpa sottolinea che "i dati a disposizione non consentono di attribuire i picchi di particolato esclusivamente all'incendio". Valori elevati "sono stati infatti rilevati in un'area territoriale molto ampia, compresa la provincia di Brindisi, in concomitanza con un fenomeno atmosferico di intrusione di polveri sahariane". A confermare tale lettura  stato il servizio europeo di monitoraggio atmosferico Copernicus-Cams, che ha documentato l'arrivo di un'importante massa di polveri dal deserto del Sahara in sovrapposizione temporale con l'evento di Lequile.
Un fenomeno naturale su vasta scala che ha drasticamente alterato la qualit dell'aria nell'intera fascia salentina e brindisina.
Sul fronte dei gas tossici tradizionali, il bilancio dell'Arpa evidenzia un quadro rassicurante.
Le centraline non hanno rilevato superamenti dei limiti previsti dalla legge per il biossido di azoto, il biossido di zolfo e il monossido di carbonio.
Un lieve e temporaneo incremento di benzene  stato rilevato dalle centraline urbane di Lecce nella notte tra il 29 e il 30 agosto, ma i valori sono rimasti comunque ben al di sotto dei livelli di guardia.
L'attenzione resta ora concentrata sugli esami di secondo livello: sono infatti in corso le analisi sui campioni ad alto volume per verificare l'eventuale presenza di microinquinanti organici (diossine). I risultati definitivi consentiranno di valutare in modo pi approfondito l'impatto delle sostanze sprigionate dalla combustione.
L'attivit di monitoraggio si sta svolgendo in stretto coordinamento con le autorit sanitarie e giudiziarie competenti per la tutela della salute pubblica e la verifica di eventuali responsabilit. Un altro incendio si  sviluppato tre giorni dopo all'ecocentro di Ruffano.
In considerazione del potenziale rischio di emulazione o comunque di realizzazione di simili circostanze, il prefetto di Lecce Natalino Manno ha ritenuto opportuno elevare il livello di attenzione.
E, con una nota rivolta a questore, carabinieri, Guardia di finanza e vigili del fuoco, ha chiesto l'intensificazione dei controlli soprattutto per gli impianti presenti in prossimit di aree boscate, e con riferimento a comportamenti sospetti.
Parallelamente sar richiesta intensificazione dell'attivit di vigilanza.
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