Davide ABRESCIA.
BARI Mercato chiuso, giudizi aperti.
Massimo Rastelli ha promosso il lavoro svolto dal Bari nelle ultime settimane, ma la sensazione, guardando la rosa nel suo complesso,  che la soddisfazione dell'allenatore debba fare i conti con qualche vuoto ancora evidente.
Il Bari ha certamente aumentato le alternative offensive e negli ultimi giorni ha aggiunto qualit e soluzioni dalla trequarti in su, ma non ha completato la squadra in tutti i reparti.
E soprattutto non  arrivato quel grande colpo capace, almeno sulla carta, di spostare realmente gli equilibri del campionato.
L'attacco  il reparto che esce meglio dalla sessione.
Flavio Bianchi e Matteo Della Morte aumentano il ventaglio delle scelte, si aggiungono a Butic, Gomez, Tribuzzi e agli altri interpreti offensivi e permettono a Rastelli di immaginare pi di una soluzione.
Proprio per questo prende corpo anche l'ipotesi di un passaggio al 4-2-3-1, modulo che consentirebbe di utilizzare un trequartista alle spalle della punta e di dare maggiore spazio ai giocatori di fantasia arrivati sul mercato.
E' una possibilit concreta, soprattutto perch l'organico sembra oggi pi ricco tra le linee che non in mezzo al campo.
Ed  qui che nasce il principale interrogativo.
Al Bari manca un vero regista.
Un calciatore capace di dettare i tempi, abbassarsi davanti alla difesa, dare ordine nei momenti di difficolt e soprattutto accelerare una manovra che nelle prime uscite ha mostrato troppe pause.
I centrocampisti a disposizione possono garantire corsa, inserimenti e fisicit, ma nessuno sembra avere per caratteristiche naturali il compito di prendere la squadra per mano nella costruzione.
Nel 4-2-3-1 il problema potrebbe essere parzialmente mascherato, dividendo le responsabilit tra i due mediani, ma non cancellato.
Resta poi il capitolo difesa.
Il Bari avrebbe avuto bisogno di un altro centrale di esperienza e affidabilit. Anche perch la vicenda Vicari si  chiusa senza l'uscita auspicata: il difensore  rimasto, non essendo stata trovata una soluzione utile per la cessione.
Una permanenza che non risolve automaticamente il problema, considerando come il reparto abbia gi evidenziato fragilit e come il mercato fosse stato impostato anche sulla necessit di aggiungere un elemento capace di alzare il livello.
Il bilancio, quindi, resta incompleto.
La societ ha mosso diverse pedine, ma la quantit delle operazioni non coincide necessariamente con un salto di qualit. Per una squadra che parte con l'obiettivo dichiarato di recitare un ruolo da protagonista, serviva probabilmente qualcosa in pi nei reparti nevralgici e soprattutto un innesto capace di diventare immediatamente un riferimento tecnico.
Il punto, allora,  proprio questo: il Bari ha corretto qualcosa, ma non tutto.
Ha aggiunto peso davanti, ha aumentato le alternative offensive, ma ha lasciato scoperti due snodi fondamentali: un difensore e soprattutto un regista.
E' difficile parlare di rosa completa quando restano interrogativi cos centrali nella costruzione di una squadra chiamata a essere protagonista.
Rastelli potr lavorare sulle soluzioni tattiche, cambiare sistema, sfruttare la qualit arrivata negli ultimi metri e magari trovare nel 4-2-3-1 una nuova identit. Ma il mercato consegna anche una certezza meno comoda: il Bari non ha piazzato il colpo che cambia la percezione della squadra e non ha colmato tutte le lacune emerse in estate.
Ora toccher al campo dire se le scelte fatte saranno sufficienti.
Le premesse, per, impongono prudenza pi che entusiasmo.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
