Vincenzo DAMIANI.
I sindacati vanno in pressing e invocano nuove assunzioni nella sanit, ma la Regione vuole vederci chiaro prima di autorizzare altri innesti.
E soprattutto vuole procedere in base alle reali esigenze, non ingressi a pioggia che potrebbero rivelarsi inutili.
Per questo motivo,  stata chiesta una ricognizione ospedale per ospedale per avere con precisione il dato sul personale dipendente che  a mezzo servizio per via di inidoneit e limitazioni, dalla 104 all'impossibilit di svolgere turni serali o a ricoprire determinate mansioni, ad esempio.
Il dipartimento Salute ha ordinato alle Asl di svolgere un monitoraggio puntuale che fotografi la situazione reale sul numero di lavoratori pienamente a disposizione, in vista anche delle future assunzioni.
Il nodo  semplice: su poco meno di 40mila dipendenti, circa un terzo ha delle limitazioni certificate, tra inidoneit, prescrizioni e limitazioni.
Un dato che pesa, e non poco, sull'organizzazione del lavoro nelle singole Asl, perch sulla carta, ad esempio, a busta paga ci sono 10mila dipendenti ma effettivamente quelli a pieno servizio sono 6-7mila.
Non solo: spesso le limitazioni sono concentrate in determinati settori e reparti, pi penalizzati di altri.
Ecco perch la Regione ha chiesto alle Asl di effettuare una ricognizione precisa, che descriva la situazione in ogni singolo ambulatorio, reparto e pronto soccorso.
Solo cos si avr un quadro definitivo e il dipartimento potr autorizzare le assunzioni sulle reali necessit che emergeranno dalla verifica.
Insomma, un'indagine per misurare la distanza tra gli organici ufficiali e la forza lavoro utilizzabile.
Ad esempio, dei 40mila dipendenti migliaia sono coloro che beneficiano della legge 104, che li esonera dai turni di notte o dalle reperibilit; ma poi c' chi non pu stare a contatto con determinati prodotti, farmaci o materiali; chi non pu fare sforzi, come sollevare pesi, per via di problemi fisici permanenti.
Insomma, una serie di limitazioni, tutte certificate, si intende, che finiscono per per rendere complicato comporre i turni di lavoro, soprattutto quando sono concentrate in un singolo reparto.
Entro fine mese le Asl dovranno trasmettere i numeri, in questo modo il dipartimento Salute da ottobre potr delineare la situazione relativa agli organici e intervenire laddove sar necessario.
Ovviamente, l'indagine servir anche a scoprire eventuali anomalie.
Se  vero che la Puglia sconta un gap rispetto ad altre Regioni (l'Emilia Romagna ha 15mila dipendenti in pi, per citare un caso),  anche vero che ci sono settori che godono di un numero di operatori sovradimensionato rispetto alle esigenze e altri che, diversamente, hanno piante organiche ridotte all'osso.
I pronto soccorso, ad esempio, andranno certamente rafforzati, garantendo anche incentivi per convincere i giovani medici a farsi avanti.
Dopo il Covid anche in Puglia, come nel resto d'Italia,  aumentato il numero di medici e infermieri negli ospedali, ma la voragine nelle piante organiche  rimasta pressoch invariata.
Lo evidenzia una relazione di Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali: l'incremento  quasi impercettibile e il divario con le Regioni del Nord si  persino ampliato in alcuni casi.
Non solo: entro il 2030, 6mila operatori usciranno dal sistema tra medici e infermieri.
Nel 2019 erano operativi 6.631 medici, al 31 dicembre del 2023 (ultimo dato preso in considerazione) sono diventati 6.751, +1,81%. Basti pensare che in Emilia Romagna, regione simile alla Puglia per numero di residenti, i medici sono 9.514, nel 2019 erano invece 8.904, +6,85%. Ma lo stesso si potrebbe dire della Toscana, passata da 8.245 camici bianchi a 8.746 (+6,08%); o della Lombardia passata da 14.870 medici a 15.279 (+2,75%). Il discorso non cambia di una virgola passando agli infermieri: nel 2019 erano 15.757, nel 2023 si  passati a 17.169 unit, contro i 28.149 in servizio sempre in Emilia Romagna, ad esempio.
Insomma, il divario c'era e c' tuttora.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
