Un contenzioso da record nel Salento: 43 anni di causa per stabilire le distanze tra due fabbricati confinanti a Maglie.
Una battaglia giudiziaria cominciata nel 1983 davanti al Tribunale di Lecce, passata attraverso sentenze, appelli e due approdi in Cassazione, e conclusa ora con la conferma dell'usucapione che consente di mantenere la costruzione alla distanza attuale dall'altro edificio.
La seconda sezione civile della Suprema Corte ha rigettato il ricorso contro la sentenza con cui la Corte d'appello di Lecce, nel 2021, aveva respinto le richieste di arretramento e riconosciuto una forma di usucapione.
Rigettato anche il ricorso incidentale con cui, dall'altra parte, si chiedeva di arretrare il fabbricato confinante.
Tutto, insomma, rimarr com'.
La storia, in realt, comincia ancora prima.
Il fabbricato, secondo gli accertamenti recepiti dai giudici, era stato terminato al rustico nel 1980. Tre anni dopo, nel 1983, i proprietari dell'immobile confinante si rivolsero al Tribunale di Lecce sostenendo che la costruzione non rispettasse le distanze previste dal regolamento edilizio comunale e chiedendone l'arretramento.
I proprietari dell'altro edificio si opposero e chiesero, a loro volta, l'arretramento della costruzione dei vicini.
Per la prima sentenza servirono diciotto anni.
Il 4 giugno 2001 il Tribunale accolse la domanda principale.
Durante l'appello, per, due comproprietarie del fabbricato contestato, che non erano state coinvolte nel primo giudizio, proposero opposizione.
L'11 novembre 2006 il Tribunale condann all'arretramento e respinse la richiesta di riconoscere l'usucapione.
Il 3 giugno 2010 arriv la decisione della Corte d'appello di Lecce, che conferm l'arretramento e neg ancora una volta l'usucapione.
Nel 2016 il primo approdo in Cassazione: la Suprema Corte annull la sentenza e rinvi nuovamente la causa alla Corte d'appello per un vizio nella notifica.
Il procedimento torn cos davanti alla Corte d'appello di Lecce e il 21 maggio 2021 arriv la svolta.
Dopo una nuova consulenza tecnica, i giudici respinsero le richieste di arretramento dei due fabbricati e riconobbero l'usucapione, consentendo quindi alla costruzione di rimanere alla distanza alla quale si trovava.
La controversia arriv cos per la seconda volta davanti alla Suprema Corte.
La causa  stata discussa il 7 luglio e la sentenza  stata pubblicata il 25 agosto: rigettati sia il ricorso principale sia quello incidentale, con compensazione delle spese.
A 43 anni dall'inizio della causa, quindi, la posizione dei due edifici non cambier.
R. Gra.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
