"Non capiamo perch si continui ad inseguire un bando di gara, di cui leggiamo le quotidiane dichiarazioni da parte del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, circa nuovi concorrenti, senza nessuna certezza di solidit finanziaria e di piani industriali". E' la posizione espressa dal segretario generale della Fiom, Michele De Palma, intervenuto sulla vicenda dell'ex Ilva durante la trasmissione "L'Italia in diretta" su Radio 1. Il sindacato, sottolinea, continua a ritenere strategica la produzione siderurgica, ma a condizione che venga realizzata attraverso un percorso di decarbonizzazione e garantendo gli attuali livelli occupazionali. "Pensiamo che il Paese abbia bisogno di produrre acciaio e di farlo attraverso la decarbonizzazione, garantendo gli occupati che ci sono", ha affermato, evidenziando quello che definisce un "grave ritardo da parte del governo". A Taranto, secondo la Fiom, la posta in gioco riguarda migliaia di lavoratori. "Quelli che hanno difeso l'industria di questo Paese e il lavoro non possono essere i primi a pagare le conseguenze di scelte sbagliate fatte dalla politica", ha sottolineato il segretario generale. "I cittadini di Taranto hanno diritto alla salute e alla sicurezza e questo  possibile soltanto con gli investimenti", ha aggiunto.
Da qui la richiesta di un maggiore intervento pubblico. "Sappiamo che nella storia, se non ci sono soggetti privati, le grandi trasformazioni devono avvenire attraverso un intervento pubblico e una regia dello Stato", ha concluso.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
