Laura Tonero.
L'attesa.
Per il futuro del Salone degli Incanti i pianeti si sono allineati.
L'intesa tra Comune, Regione e la Fondazione CRTrieste per ridisegnare gli interni dell'ex Pescheria c'.
La base di partenza  il progetto firmato dallo studio dell'architetto Marco Casamonti, che riorganizza quegli spazi, guardando all'ex Pescheria come una struttura aperta durante tutta la giornata, e non declinata solo a spazio espositivo.
Le condizioni attuali.
Ormai da oltre cinque mesi il Salone degli Incanti  privo di una destinazione.
Per ora resta chiuso.
Non ci sono eventi in calendario.
Cos ha deciso il Comune, proprio in prospettiva di un progetto di rilancio.
La struttura presenta delle criticit, che impediscono esposizioni di livello: spandimenti, carenza di climatizzazione per citarne alcuni.
A tirare le fila sul destino dell'ex Pescheria era l'assessore alla Cultura Giorgio Rossi, che aveva abbracciato il progetto di Casamonti.
Un'iniziativa, quella di dare in mano al brillante architetto il compito di ripensare quell'immobile, che era stata finanziata dalla Fondazione CRTrieste.
Rossi puntava a far sedere attorno a un tavolo quanto prima le realt coinvolte, per raccogliere reali disponibilit, per capire di fatto chi poteva fare cosa.
La situazione per sembrava sospesa.
La decisione.
A raccogliere il suo testimone  stato il sindaco Dipiazza, che al progetto ha dato nuovo impulso.
Esaminata la situazione ora tira diritto: "Procederemo con il progetto di Casamonti: il Comune far la sua parte, quando sar il momento anche appaltando i lavori, sapendo di poter contare sull'aiuto della Regione e della Fondazione CRTrieste", sottolinea. "Ricordo che nel 2001 portai Berlusconi sulle rive per raccontargli i tanti progetti che avevo per quell'area, dalla piscina Bianchi al Magazzino vini, dalle nuove Rive all'ex Pescheria e piazza Venezia.
Mi disse che ci sarebbero voluti 20 anni per realizzare tutto quello che avevo in testa e aveva profetizzato bene, visto che dopo oltre vent'anni sono ancora sindaco e ora punto a dare un nuovo impulso al Salone degli Incanti".
I protagonisti.
Tre, come detto, gli attori in campo per il recupero.
Il proprietario dell'immobile  il Comune.
La Regione, senza la cui capacit finanziaria ormai non  possibile neppure sognare progetti di una simile portata, ha manifestato anche direttamente al sindaco il proprio appoggio al progetto.
L'interesse della Regione  finalizzato, a progetto realizzato, anche a poter fruire di quel contenitore per le sue iniziative, Aveva dato un assaggio delle potenzialit con Go!2025. Un ruolo chiave in tal senso potrebbe giocarlo PromoTurismo Fvg.
La Fondazione CRTrieste, che su richiesta del sindaco aveva incaricato, finanziando il lavoro, lo studio Casamonti di realizzare il concept design (ovvero la progettazione concettuale) del nuovo Salone degli Incanti, ribadisce di essere "a disposizione per partecipare con modalit da definire, assieme agli altri partner, alla riqualificazione di quegli spazi: ora per serve che gli enti competenti assumano gli atti idonei a procedere". La Fondazione CRTrieste, cruciale anche per il recupero del vicino Magazzino vini, negli anni Duemila aveva gi giocato un ruolo fondamentale nella precedente riqualificazione dell'ex Pescheria.
Inoltre, per il recupero di quel contenitore culturale, verrebbero garantiti anche dei fondi ministeriali.
Le tappe.
Il prossimo passaggio sar un tavolo tecnico, dove dalle intenzioni si passer ai fatti, dove si cominceranno a delineare l'aspetto amministrativo, i ruoli, gli impegni economici.
Servir poi un atto della giunta comunale che indichi nero su bianco l'indirizzo che l'amministrazione comunale intende adottare per quel suo bene.
La strada che punta a seguire il sindaco, stando alle sue parole,  quella che, da proprietario, sia appunto lo stesso Comune, a progetto esecutivo approvato, ad appaltare i lavori, forte dei finanziamenti della Regione, della Fondazione CRTrieste o di altri soggetti.
Senza la definizione di questi punti, il progetto resta, appunto, un incanto.
Il passo successivo, non di poco conto, dovr affrontare il tema del gestore.
Rossi aveva definito "impensabile" che quel ruolo potesse essere assunto dal Comune.
Quindi, anche su quel fronte, servir assumere delle decisioni.
Il progetto.
Il progetto firmato dallo studio Casamonti, concepisce il Salone degli Incanti come un contenitore che supporti anche nuovi contenuti, che diventi di per s un'attrazione e che resti aperto non solo per le esposizioni.
I disegni vedono un giardino d'inverno al piano terra a destinazione polifunzionale, e una sorta di isola sospesa, suggestiva, sorretta dai pilastri che caratterizzano da sempre l'ex Pescheria, con una superficie espositiva di 230 metri lineari - di pareti per intenderci - e votata a diventare sede di mostre di alto livello, di forte richiamo.
Sar poi disponibile una terrazza da 400 metri quadrati, vista mare destinata ad accogliere degli eventi.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una veduta dall'alto del Salone degli Incanti che mostra le dimensioni della struttura.
Foto Silvano.
230.
i metri lineari di superficie.
Si punta a cambiare il contenitore su pi livelli per farlo cos vivere tutto l'anno quale sito culturale.
L'ingresso principale del Salone degli Incanti.
Foto Lasorte
