diego d'amelio.
trieste.
Infrastrutture.
Le centraline sui moli sono pronte, la rete elettrica intelligente  stata realizzata e il ministero dei Trasporti ha pubblicato le linee guida per indire le gare.
L'Autorit portuale di Trieste e Monfalcone pu avviare l'iter amministrativo per attivare il cold ironing, ovvero l'elettrificazione dei moli.
Il sistema permette alle navi ormeggiate di collegarsi a una centralina che fornisce l'energia necessaria a bordo, senza pi bisogno di tenere accesi i generatori ed emettere fumi in prossimit dei centri abitati.
I fondi europei.
La realizzazione dei sistemi di cold ironing  stata finanziata in tutti gli scali italiani con fondi statali ed europei: 800 milioni per una cinquantina di interventi.
Si tratta di un passaggio fondamentale anzitutto per ridurre l'impatto delle navi da crociera.
Nel porto l'intervento ammonta a oltre 46 milioni, con cui l'Authority ha realizzato punti di connessione al Molo Bersaglieri (crociere), in Riva Traiana e Molo V (ro-ro), al Molo VII (container), in Piattaforma logistica e nella banchina pubblica di Monfalcone (merci varie). Alle opere fronte mare si sommano quelle nel retroporto, a cominciare dalla creazione della smart grid cittadina di AcegasApsAmga (investimento da 26 milioni), che permetter di reggere l'aumento di domanda sulla rete.
In fase autorizzativa, invece, il prossimo potenziamento dell'elettrodotto di Terna dal costo stimato di 80 milioni.
Fra illuminazione, ventilazione, refrigerazione e funzionamento dei sistemi di bordo e dei servizi alberghieri, un'unit da crociera di grandi dimensioni necessita fra 9 e 18 MW all'ora: quanto 40.000 cittadini.
I numeri si riducono a 2-4 MW nel caso di portacontainer e a 2 per un traghetto ro-ro.
Una nave brucia in media 2 quintali di gasolio all'ora per ogni MW di elettricit autoprodotto.
In dieci ore una grande nave da crociera pu arrivare a consumare 40 tonnellate di carburante ed emettere 125 tonnellate di Co2. Con il cold ironing il fabbisogno elettrico non diminuisce, ma l'elettricit arriva dalla rete e non pi dai generatori di bordo.
Test al via.
L'Autorit portuale ha avviato i test sulle centraline appena consegnate, impiegando banchi resistivi che simulano l'assorbimento della nave.
I test sono in corso al Molo V e al Molo VII, a breve partiranno al Molo Bersaglieri e a Monfalcone.
Il presidente Marco Consalvo ha avviato inoltre contatti con le compagnie armatrici per chiedere la messa a disposizione di unit per partire con le prove vere e proprie sulle navi, indispensabili per la taratura finale degli impianti.
Msc potrebbe fornire un'unit da crociera e Dfds si  resa disponibile per i traghetti ro-ro.
I test procederanno in parallelo alla gara che l'Adsp dovr bandire per l'affidamento del servizio e che si baser sulle linee guida appena varate dal Mit. Il documento definisce il cold ironing un servizio tecnico-commerciale di interesse generale e stabilisce che non venga erogato direttamente dalle Autorit portuali, ma individuando un soggetto di mercato in grado di vendere energia agli armatori e gestire il servizio di connessione tra nave e centralina.
L'obiettivo  far partire la procedura di selezione entro la fine dell'anno.
Verso la gara.
La gara sar rivolta agli operatori del mondo dell'energia ma, prima di arrivare al bando, dovranno essere chiariti diversi elementi, a cominciare dalla decisione di individuare un gestore unico o prevedere tanti affidamenti quanti sono i terminal. L'Adsp metter a disposizione delle societ interessate i requisiti tecnici relativi a potenza necessaria, quantit di elettricit disponibile sulla rete, picchi previsti e numero di navi da servire annualmente.
Il soggetto gestore operer tramite concessione all'interno delle banchine: prima della gara dovr essere apprestato per ogni molo un protocollo che precisi procedure operative e profili di sicurezza: a settembre l'Autorit portuale ha calendarizzato gli incontri con i terminalisti.
Il presidente Consalvo spiega che "siamo nella fase finale di un percorso di miglioramento della sostenibilit dei servizi marittimi e di integrazione dei porti con i territori, sosterremo con determinazione l'uso dei nuovi impianti di cold ironing".
Un nuovo mercato.
Dopo le prese elettriche in banchina, bisogna adesso creare un mercato del tutto inedito.
Il Mit chiede "criteri tariffari improntati all'equilibrio" che non scoraggino gli armatori, per i quali fino al 2030 non ci saranno obblighi a collegarsi.
Il grande interrogativo  insomma quando il sistema sar effettivamente impiegato.
Le tariffe comprenderanno servizio di connessione e disconnessione, tempo di collegamento, energia consumata e potenza massima impiegata, con un prezzo fisso o indicizzato al mercato.
L'elettricit avr un'accisa ridotta e le compagnie armatrici si vedranno inoltre abbattere interamente gli oneri di sistema, ma il costo dell'energia pesa sulla tariffa finale per il 90%. Il punto  garantire un prezzo non lontano da quello dell'autoproduzione a bordo e della tassa Ets imposta sulle emissioni nei porti Ue.
Niente mercato libero, per: gli armatori non potranno infatti trattare le tariffe con gestori diversi, ma solo con il vincitore della gara.
Dal 2030 le cose cambieranno con l'introduzione dell'obbligo di cold ironing per navi da crociera, traghetti ro-pax e portacontainer: una nave con fabbisogno da 5 MW che continui a produrre a bordo l'elettricit per dieci ore pagherebbe una penale da 75.000 euro.
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Nella.
foto.
sopra.
numerosi.
container.
al.
Molo VII.
nel porto.
di Trieste.
(Foto.
Bruni).
800.
i milioni di euro stanziati dal Piano nazionale.
di ripresa e resilienza per gli interventi di cold ironing.
in tutti.
gli scali italiani
