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Lo scenario.
Il mercato italiano del caff attraversa una fase di forte complessit. Le quotazioni del caff verde restano elevate e la volatilit internazionale si somma all'aumento dei costi energetici, logistici, finanziari e del lavoro.
Una pressione che coinvolge l'intera filiera, dalle torrefazioni ai pubblici esercizi.
Per l'Istituto espresso italiano (Iei), che oggi conta 33 aziende aderenti, la risposta non pu limitarsi al ritocco dei listini: occorre riportare al centro qualit, competenze e cultura del prodotto.
"Per molti anni in Italia abbiamo considerato il prezzo dell'espresso quasi immutabile, indipendentemente dall'evoluzione dei costi e dal valore della materia prima", afferma Alessandro Borea, presidente di Iei, "oggi questo modello mostra tutti i suoi limiti.
Secondo Borea, comprimere continuamente i margini lungo la filiera rischia di penalizzare proprio la qualit. Torrefazioni e bar stanno affrontando costi crescenti, mentre il consumatore resta molto sensibile al prezzo dell'espresso. "Se il valore viene assorbito a ogni passaggio, prima o poi  la qualit a pagarne il prezzo.
Ed  esattamente ci che dobbiamo evitare".
Per l'Istituto, la sfida  passare dalla battaglia sul prezzo alla cultura del valore.
Significa aiutare il consumatore a riconoscere cosa c' dentro una tazzina: qualit della miscela, tecnologia delle attrezzature, corretta estrazione, servizio e professionalit del barista. "Non dobbiamo convincere il consumatore a pagare di pi per lo stesso prodotto.
Dobbiamo metterlo nelle condizioni di comprendere perch un espresso di qualit abbia un valore", sottolinea Borea.
La strada indicata dall'Istituto  un'alleanza pi forte tra torrefattori, produttori di attrezzature, baristi e operatori della filiera, con standard condivisi e una comunicazione pi efficace verso il mercato.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
