Ugo Salvini.
Duino aurisina.
E' ancora allarme alghe a Canovella degli Zoppoli.
Il terzo prelievo effettuato luned dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ha confermato la presenza in acqua della Ostreopsis ovata, un'alga potenzialmente tossica per l'uomo, in quantit superiore alle soglie di legge.
Si tratta di un superamento lieve, ma sufficiente per indurre l'Arpa a ribadire per la terza volta, nel breve volgere di pochi giorni, la necessit di proclamare lo stato di allerta.
In sostanza si tratta di un avviso finalizzato a informare la popolazione  nella fattispecie i bagnanti  di un potenziale pericolo ambientale, che deve indurre a comportamenti caratterizzati dalla prudenza.
Ben altro sarebbe invece lo stato di emergenza, che significherebbe pericolo concreto.
In base a quanto spiegano gli esperti del settore, la situazione  purtroppo destinata a protrarsi nel tempo, perch le previsioni meteo parlano di un allungamento di questo stato di quiete del mare, con temperature sia dell'aria sia del mare molto elevate, superiori alla media storica del periodo. "L'alga in questione  sottolineano  trova un ambiente favorevole al proprio sviluppo quando il mare  poco mosso, le temperature sono elevate e non c' vento".
In pratica la fotocopia della situazione nella quale ci troviamo.
E si cominciano a registrare le prime testimonianze di bagnanti che, nuotando nella zona, hanno avvertito pruriti e leggeri bruciori.
A Canovella degli Zoppoli in particolare, come avevano gi precisato all'insorgere del fenomeno i tecnici dell'Arpa, la morfologia del posto, che non agevola il ricambio dell'acqua sotto costa, diventa un fattore che stimola il moltiplicarsi della ostreopsis ovata, alga di origine tropicale.
La sua presenza in Italia non  nuova: di fenomeni come quello che sta caratterizzando il litorale di Duino Aurisina si trov traccia in Toscana nel 1998. Fu l'Arpa di Massa Carrara a riscontrare il primo episodio sulle coste nazionali.
Nel 2001 arriv in Puglia e nel 2005 in Liguria.
L'esordio della ostreopsis ovata in Friuli Venezia Giulia risale all'ottobre del 2006, quando se ne ritrovarono molti esemplari nel golfo di Trieste.
Negli anni successivi, fenomeni di presenza dell'alga sono diventati quasi costanti, ovviamente pi marcati nelle estati calde.
Considerando che quella che stiamo vivendo  la pi calda in assoluto da decenni, ecco che l'esplosione del fenomeno trova una sua precisa ragione.
L'Arpa del Friuli Venezia Giulia effettuer oggi un nuovo prelievo e l'esito sar reso noto con ogni probabilit fra domani e sabato.
Ma, ripetono gli esperti, finch non cambiano le condizioni meteo, sar difficile che l'alga si dissolva.
In altre parole, servirebbe un robusto temporale o un vento forte e continuo, capace di agitare il mare anche sotto costa, per dissolvere queste masse gelatinose.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
La spiaggia di Canovella de' Zoppoli.
Foto Lasorte.
potenzialmente tossica.
Rimane l'avviso di un potenziale pericolo per l'uomo davanti alla presenza della massa gelatinosa.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
