La Serbia  con epicentro Novi Sad - si preparava a una giornata ad altissima tensione politica, quella di domani, giorno in cui il presidente Aleksandar Vucic aveva annunciato il suo ritorno nella citt simbolo delle proteste anti-governative, quella della strage alla stazione.
Ma lo stesso Vucic, dopo gli annunci del movimento degli studenti e degli oppositori, pronti a scendere in piazza in massa contro di lui, ancora una volta ha dovuto gettare la spugna.
Vucic ieri pomeriggio ha fatto sapere di aver "posticipato" il raduno in suo favore, organizzato dal Partito progressista (Sns) proprio a Novi Sad, perch "per me la vita delle persone  la cosa pi importante". Parole, quelle di Vucic, che fanno riferimento alle promesse di assemblee civiche e degli studenti, che si stavano preparando a una mobilitazione parallela, in vista della quale avevano invitato i cittadini a raggiungere Novi Sad anche da altre citt del Paese per esprimere il proprio dissenso.
Uno scenario ad alta tensione e delicato sul fronte ordine pubblico.
Per i contestatori, Vucic non era il benvenuto nella citt dove  di fatto nato il pi grande movimento di protesta della Serbia post-Miloevic. Negli ultimi 18 mesi, ha ricordato l'autorevole settimanale Vreme, Vucic aveva annunciato per ben sette volte un grande meeting in citt, senza mai realizzare l'obiettivo.
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