Alice Chiarot.
Volley.
Si vola ad Istanbul. L'Italvolley femminile si prende la tredicesima semifinale della propria storia agli Europei bissando il successo dei gironi ottenuto a Gteborg, ma decisamente con pi sofferenza, battendo la Svezia con il risultato di 3-1 (21-25, 26-24, 25-21, 25-23). Haak e compagne sono quasi riuscite a fare lo sgambetto all'Italia mettendo in difficolt Danesi e compagne che, nonostante i 43 punti dell'opposta di Conegliano, hanno saputo rimanere salde e giocare di squadra andando a correggere parziale dopo parziale ci che non aveva funzionato nei primi due, pochi tocchi a muro, poco gioco con i centrali in attacco e fatica in seconda linea, giocati dalle azzurre con molto nervosismo.
In pi situazioni, a tirar fuori dalle sabbie mobili la nazionale azzurra  stata Paola Egonu, a segno con 27 punti.
Importante, nel terzo e nel quarto anche il contributo a rete di Denise Meli che ha sostituito capitan Danesi offrendo alle azzurre maggiori possibilit d'attacco in prima linea grazie alle sue fast. Hanno chiuso in doppia cifra anche Antropova, con 22 punti, e Sylla con 14. "Sono molto contenta" ha detto Egonu "e fiera di come abbiamo lottato e per come siamo rimaste in partita.
E' stato bello giocare, soffrire e uscirne assieme.
Sono contenta di aver trovato il mio ritmo nel match e di aver dato il mio contributo alla squadra.
Con queste compagne mi sento di dare ancora di pi nelle prossime partite".
Sulla stessa linea anche il capitano azzurro, Anna Danesi. "Non avevamo ancora sofferto in questo Europeo, onore alla Svezia che ha giocato una partita bellissima.
Andiamo ad Istanbul, siamo fra le 4 squadre pi forti d'Europa e adesso arriva quello a cui aspiriamo da tempo.
Abbiamo riconosciuto che stavamo facendo un po'pi di fatica, che alcune cose non quadravano.
Ad un certo punto non ci siamo pi state e abbiamo fatto uno switch importante, Haak ha continuato a fare punti ma abbiamo avuto la meglio".
La chiave di lettura sui primi due set la da anche il ct azzurro, Julio Velasco. "Ci  mancata la lucidit non la pazienza.
questo ha complicato molto la nostra partita.
Haak ha fatto una prestazione mostruosa ma il problema  che non siamo riusciti all'inizio a difendere le sue palle normali, non le schiacciate sulle quali si pu solo tentare di murare.
Quando ci siamo riusciti, abbiamo fatto i punti decisivi e la partita  cambiata.
La squadra era un po' rigida e nervosa, abbiamo avuto anche problemi sul contrattacco.
Come ho detto il problema era quello della lucidit e quando l'abbiamo finalmente ritrovata, l'Italia mi  piaciuta". La semifinale  in programma sabato.
La sfidante sar la vincente fra Polonia e Olanda che si gioca oggi, alle 15.
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ITALIA.
3.
SVEZIA.
1.
(21-25, 26-24, 25-21, 25-23).
ITALIA:.
Meli 1, Cambi, Spirito, Fersino (L), Orro 4, Danesi 5, Nwakalor ne, Adigwe, Nervini ne, Sylla 14, Egonu 27, Fahr 9, Giovannini, Antropova 22 .
All.:.
Velasco.
SVEZIA:.
Muhizi ne, Tabron ne, Andersson 5, Malm ne, Olofsson 2, I.Haak 43 , Gustafsson 5, Brink (L), Hellvig 11, Julevik, A.Haak 10, Hallin ne, Edlund ne, Nordin Ottosson ne.
All.:.
Micelli.
ARBITRI:.
Raquel Portela (Por), Vladimir Simonovic (Srb).
NOTE:.
Spettatori: 1745 . Durata: 26', 28', 26', 26'. Tot.: 106'.<br/>Italia bv 3, bs 7, mv 4; Svezia bv 4, bs 7 , mv 9.
Abbraccio Antropova e Egonu.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
