Luca Perrino.
Ronchi dei Legionari.
Via Roma, via Mazzini, via Verdi, ma anche la centralissima piazza Oberdan. Sono alcune delle arterie stradali cittadine lungo le quali, a Ronchi dei Legionari, gli amanti delle due ruote, motociclette, scooter e ciclomotori, potrebbero trovare degli stalli dove parcheggiare i loro cavalli d'acciaio.
Ecco, potrebbero.
Il fenomeno.
Il condizionale  quantomai d'obbligo, visto che, spesso e volentieri, questi spazi, messi in risalto, va detto, attraverso un'adeguata segnaletica, sia verticale, sia orizzontale, sono occupati da vetture, furgoncini ed altri mezzi a quattro ruote, evidentemente non autorizzati e, quindi, in sosta vietata.
Allora cosa succede? Succede che motocicli e scooter vengono lasciati in sosta in mezzo alle auto negli stalli a loro riservati.
Potrebbero essere toccati e rovinare a terra, e, poi, finiscono anche con il far imbestialire gli automobilisti, costretti a fare delle manovre azzardate, delle vere e proprie gimkane, pur di lasciare il parcheggio dopo la loro sosta.
Succede, come detto, lungo via Roma, poco pi avanti dell'edicola.
Una zona per il parcheggio delle motociclette disegnata, poi, in un posto davvero infelice e dove, in larga parte della giornata, "soggiornano" le autovetture.
Ma accade poche centinaia di metri pi avanti, nei pressi della farmacia.
Anche li, quotidianamente, la stessa storia.
Qualche mese fa, anche su sollecitazione di alcuni commercianti, stalli per la sosta delle due ruote sono stati disegnati anche in piazza Oberdan, ma anche l si sente sempre la stessa "musica". Occupati dalle vetture.
Gli accorgimenti.
Un piano che andrebbe rivisto, magari anche con utili accorgimenti per impedire che le auto stazionino a tutto svantaggio degli altri utenti.
Nel 2014, quando era solo capogruppo di Insieme per Ronchi, l'attuale sindaco, Mauro Benvenuto, era riuscito nell'intento di far approvare una mozione, votata a larghissima maggioranza, dal consiglio comunale, che impegnava sindaco e giunta a una puntigliosa verifica sul numero e il posizionamento dei parcheggi per moto e bici.
Doveva essere verificata la loro dislocazione, ma anche procedere alla costruzione di nuovi stalli o all'acquisto di nuove rastrelliere, soprattutto in prossimit di scuole, uffici, negozi, biblioteca, piazze e parchi.
A 12 anni di distanza vien da chiedersi quanto di ci che era stato proposto  stato effettivamente realizzato.
Perch se da un lato  vero che stalli per motociclette o rastrelliere per le bici ci sono, dall'altro esistono ancora zone della citt dove essi sono solamente una chimera.
Le rastrelliere, in particolare, sono state sistemate, nel tempo, anche in luoghi dove non servirebbero.
Dove ciclisti non se ne vede nemmeno l'ombra.
Mentre ci sono luoghi pubblici, come l'auditorium comunale, l'esterno di villa Vicentini Miniussi, la sala polifunzionale di via Duca d'Aosta o piazza della Concordia, dove di rastrelliere non se ne vedono.
Alle persone che arrivano in sella alle due ruote non resta altro che appoggiare i loro cavalli d'acciaio sui muri o sui pali della luce.
Va, dunque, analizzato quello che  il dato di fatto attuale e, nel caso, adottare, gli opportuni accorgimenti.
Lo stesso si dovrebbe fare con le panchine, spesso, nel recente passato, sistemate alla rinfusa.
Anche in questo caso alcune zone le prevedono in grande abbondanza, altre, ancora oggi, ne risultano prive.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
caos.
Le rastrelliere.
sono posizionate.
dove non servono.
C' bisogno.
di un nuovo piano.
I mezzi parcheggiati dove non dovrebbero sulle strade di Ronchi dei Legionari.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
