nicola cesaro.
Ponte San Nicol.
Trenta secondi esatti.
Le immagini della videosorveglianza lo mostrano chiaramente: il blitz scatta alle 21.49 e allo scoccare del nuovo minuto il rapinatore  gi in fuga con il bottino.
Con buona pace, e tanta agitazione, dei due dipendenti della Pizzalonga di via Marconi, e del titolare che in quel momento si trovava fuori dal locale ma che  incappato poi nel malvivente.
Nell'ora di chiusura.
La pizzeria di Ponte San Nicol  stata rapinata l'altra sera da un balordo che, pur arrivando in sella a una due ruote (immagine non propriamente da professionista del crimine), ha dato prova di grande disinvoltura nel maneggiare un'arma e nel minacciare il malcapitato di turno.
A raccontare l'accaduto  Rekaib Hafen, bengalese, titolare del punto Pizzalonga diva Marconi: "Erano quasi le dieci meno dieci, eravamo vicini alla chiusura, in cassa c'era una mia giovane dipendente.
Ha compiuto vent'anni sabato scorso.
E' lei che si  ritrovata davanti il rapinatore".
Pistola spianata.
L'uomo  entrato con il volto coperto da quello che pare un foulard nero e bianco, alto fino al naso, e con un cappello con frontino nero a nascondergli il capo.
Ha immediatamente estratto una pistola: nelle immagini registrate dalla videosorveglianza interna si vede chiaramente che l'uomo apre la porta puntando gi l'arma contro la cassiera.
Un altro dipendente, nel frattempo,  a pochi metri di distanza, verso il forno.
Fa in tempo ad accorgersi dell'irruzione e, come buonsenso richiede, evita mosse irruente.
Il rapinatore si rivolge solo alla giovane: "Le ha urlato "dammi i soldi, dammi i soldi", indicando la cassa e mostrando il proprio zaino", continua il titolare della pizzeria. "Giustamente la mia dipendente lo ha ascoltato e dopo qualche attimo di confusione e disorientamento gli ha consegnato l'incasso di giornata".
Il bottino.
Seicento euro, all'incirca.
Trenta secondi appena, si era detto.
Tanto  durata la rapina, al termine della quale l'uomo  uscito dal locale inforcando la propria bici, non senza incrociare il titolare Hafen che stava rientrando dai suoi dipendenti.
Impossibile intervenire, nonostante la bici il rapinatore si  volatilizzato in brevissimo tempo. "Ho capito subito quello che era successo.
Abbiamo chiamato subito i carabinieri a cui abbiamo fornito il video dell'accaduto e tutti gli elementi utili a dare un'identit al malvivente". Su tutti, un tatuaggio vistoso in un braccio, oltre al fatto che il rapinatore sembrasse parlare un italiano senza particolari inflessioni straniere.
Difficile, invece, capire se l'arma impugnata fosse vera o un giocattolo.
Il precedente.
"Sono aperto dal 2021, tre anni fa qualcuno  entrato nel locale chiuso, di notte, rompendo la porta e portando via la cassa.
Ma  la prima volta che capita un fatto cos grave", chiude il proprietario. "Spiace soprattutto per la paura che ha dovuto vivere la mai dipendente, fortunatamente tutto si  risolto senza conseguenze e nel giro di poco".
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
il malvivente.
"Aveva volto coperto.
da un foulard nero.
e un tatuaggio.
evidente sul braccio.
Pareva italiano"
