VENEZIA.
Le reazioni.
Durissima la reazione della Chiesa del Veneto per bocca del Patriarca Francesco Moraglia che pochi minuti dopo l'approvazione della legge manda un comunicato stampa in cui esprime "amarezza": "Si afferma un modello culturale e un modello di sanit che possono portare ad una deriva difficilmente controllabile.
La percezione della dignit della vita umana appare da oggi meno tutelata - afferma il Patriarca -. C' soprattutto grande preoccupazione per le persone fragili e sole, ossia per le persone che affrontano la vecchiaia e il suo epilogo non potendo contare su un effettivo accompagnamento.
Quanto alle motivazioni psicologiche,  evidente che di volta in volta le situazioni in cui sar consentito intervenire col suicidio assistito tenderanno a moltiplicarsi".
"Oggi non ha vinto o perso qualcuno, ma, certo, un modello di vicinanza umana  stato, in qualche modo, ferito e limitato", aggiunge Moraglia che poi conclude: "L'auspicio  che l'obiezione di coscienza sia davvero garantita in tutti i momenti e in tutti i soggetti interessati da tali protocolli sanitari".
Le posizioni dei consiglieri.
Libert di coscienza nella Lega, tanto che persino il capogruppo Riccardo Barbisan si  dissociato dalla linea di Stefani e Zaia e ha votato contro. "Resto ancora molto perplesso del dettato giurisprudenziale della Consulta.
La locuzione diritto al suicidio', resta per me ancora un ossimoro". Nella Lega, no anche da Filippo Rigo: "L'aula consiliare della Regione Veneto non era la sede idonea per legiferare su una materia cos complessa e delicata". Per il s invece Morena Martini (Stefani Presidente): "Con questa legge regionale ci prendiamo la responsabilit di dare certezza, tempi definiti e garanzie procedurali a quanto gi tracciato dalla Consulta.
Vogliamo evitare che i pazienti siano lasciati soli nell'incertezza, offrire chiarezza giuridica ai medici". Matteo Pressi (Stefani presidente) parla di "scelta responsabile del Veneto dopo un confronto serio" ed Eleonora Mosco, del medesimo gruppo, commenta: "Vince la linea del presidente della Regione".
Sofferta, in maggioranza, la posizione di Eric Pasqualon, che alla fine si  astenuto: "Per la mia coscienza avrei votato a favore, ma devo rispondere a un partito che a livello nazionale non la pensa cos". "Una scelta di responsabilit. Nessuno deve essere lasciato solo davanti alla sofferenza": si pu riassumere cos la posizione di Sonia Brescacin, del gruppo misto.
Libert di coscienza anche da parte di Forza Italia: "Mi sono astenuto, come il collega Patron - ha spiegato il capogruppo Alberto Bozza -: non  un no come due anni fa, perch il testo  migliorato grazie proprio a quegli emendamenti anche di FI, ma non poteva essere un s, perch il solo strumento giusto  una legge nazionale".
"Abbiamo scritto una pagina della storia del Veneto dalle file dalla minoranza - commenta Elena Ostanel (Avs-Reti civiche) -. Decisivo l'incontro che abbiamo facilitato tra Stefani e Cristina, sorella di Stefano". Di "giornata storica" parla anche Nicol Rocco, dei Riformisti Veneti in Azione. "Se in Italia il diritto cambia in base all'indirizzo di residenza, in Veneto abbiamo fatto in modo che ci non avvenga Ulss per Ulss". "Davanti a una persona che vive uno dei momenti pi difficili della propria vita, le istituzioni devono esserci.
E credo che ci venga chiesto, prima di tutto, di non voltare la testa dall'altra parte", ha dichiarato Rossella Cendron, del gruppo Le Civiche Venete, nell'opposizione del centrosinistra.
Anna Maria Bigon, del Pd, che nel 2024 con il suo voto aveva fatto pendere all'ultimo il piatto della bilancia verso la bocciatura, oggi ha votato a favore: "Nel 2024 quel testo presentava carenze legislative e non prevedeva l'informazione e l'accesso alle cure palliative". Si dice soddisfatto per l'approvazione della legge Flavio Baldan, del M5s: "Rappresenta l'equilibrio possibile per impegnare il Parlamento a legiferare in materia.
Vedremo se il governo Meloni impugner anche questa". Alessio Morosin (Liga veneta republica): "Una giornata importante". Szumski e Lovat (Resistere Veneto) parlano di "testo stravolto dagli emendamenti, la destra ha messo ne.
l sacco la sinistra". "Dal Veneto arriva finalmente una scelta rispettosa dei diritti e delle libert di chi soffre",  il commento di Marco Cappato e Filomena Gallo, dell'Associazione Luca Coscioni, proponenti della prima istanza per la legge.
Da Roma, Calenda: "Bravi Zaia e Stefani". Magi: "Dal Veneto schiaffo a Salvini e Meloni". Laura Boldrini: "Veneto prima regione di destra a dire s al fine vita, ora il Parlamento".
&#8212;e.p.
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DENTRO E FUORI DALL'AULA.
Il fronte dei s parla di "giorno memorabile".
L'associazione.
Coscioni: "Dal Veneto una scelta rispettosa della sofferenza".
Il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia
