Roberto Corr aveva 73 anni ed  morto solo nella sua camera da letto, in un appartamento di via Valdagno, in zona Armistizio.
L'hanno trovato sabato mattina.
Era l da circa un mese.
Viveva solo da quando nel 2003 era mancata sua madre.
I vicini se n'erano accorti.
Se lo dicevano tra loro che Corr non si vedeva da settimane.
L'informazione c'era.
Quello che mancava era qualcuno che si sentisse in diritto di salire quelle scale e suonare quel campanello.
Il Comune non poteva farlo.
I servizi intervengono su segnalazione, e senza segnalazione  pi difficile.
E' la regola ed  anche una garanzia.
Ma tra il momento in cui un vicino nota qualcosa e il momento in cui l'istituzione pu muoversi c' uno spazio vuoto.
Per un mese, l, non  passato nessuno.
Quello spazio  il nostro.
E' il posto del volontariato, e mi rivolgo a chi lo fa.
Devo per dire una cosa che riguarda anche me.
In trent'anni abbiamo lavorato perch il volontariato non fosse pi considerato dilettantismo: competente, capace di gestire servizi, di rendicontare, di stare nei tavoli alla pari.
Era necessario e non me ne pento.
Ma abbiamo costruito e finanziato soprattutto un volontariato che fa, che eroga qualcosa di misurabile, che alla fine del progetto pu dire quante persone ha servito.
E abbiamo lasciato ai margini un'altra cosa, che nei bandi non ha nome.
La chiamo l'inutilit utile: chi sta in un quartiere senza gestire niente, conosce le famiglie di una scala, passa a suonare un campanello senza un motivo, e proprio per questo pu permettersi di passare.
E' esattamente quello che sarebbe servito in via Valdagno.
Allora l'appello  doppio, e la parte pi difficile  la prima.
Alle associazioni: non fatevi convincere che valga solo ci che si rendiconta.
Chi gestisce un servizio  insostituibile, ma chi tiene i legami lo  altrettanto e nessuno lo sostituisce se smette.
Riprendetevi il tempo che non produce niente: la scala del vostro palazzo, la via, le porte dove non bussa nessuno.
Non serve un progetto per farlo.
E non serve aspettare che qualcuno ve lo chieda.
A chi decide come si distribuiscono le risorse: accettate di sostenere qualcosa che non vi restituir numeri.
Riconoscete le reti di prossimit per quello che sono, senza pretendere che diventino enti.
Date spazi, non solo fondi.
Smettete di chiedere una scadenza a chi fa un lavoro che non finisce.
Vale per tutti: per le istituzioni, per le Fondazioni che sostengono.
E c' un mese preciso da guardare in faccia.
Era agosto: i vicini erano via, chi restava se n'era andato.
La rete informale che regge una citt per 11 mesi, nel dodicesimo si scioglie e non ha sostituti.
Un patto d'estate tra Comune, condomni e associazioni  chi c', chi controlla cosa, chi si pu chiamare  costerebbe poco e non lo abbiamo.
Capisco che  difficile ma forse  possibile.
Padova  stata capitale europea del volontariato.
Non lo scrivo per rinfacciarlo a nessuno, me compreso.
Lo scrivo perch quel titolo ci d pi strumenti di altre citt per accorgerci di cosa manca e meno alibi per non provarci.
*Pres. Rete volontariato.
europeo.
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