FEDERICO MURZIO.
Lo scenario.
Affitti concordati, si scalda la trattativa tra i proprietari e i sindacati degli inquilini.
La proposta dei primi mira ad aumentare i prezzi delle locazioni sulla scorta di un adeguamento Istat e di tariffe ferme di fatto al 2019. I secondi non rifiutano l'idea di un adeguamento ma nemmeno abbracciano la proposta oggi sul tavolo dell'Accordo Territoriale.
La quale "prevede, tra le altre cose, una ridefinizione delle zone, con incrementi del 40 per cento per quella che sarebbe la nuova fascia A1 e del 20 per cento per la A, che altro non sarebbe un insieme di zone oggi nell'attuale zona B". La voce  di Michele Brombin del Sunia. "Appare evidente" continua il sindacalista "che i termini di questa proposta riflettono una rincorsa all'esplosione dei prezzi del mercato a canone libero".
La prossima settimana proprietari e sindacati si ritroveranno per trattare ancora.
Una trattativa che potrebbe rivelarsi piuttosto lunga e complessa.
I proprietari.
"L'esplosione"  quantificata dai proprietari in un incremento del pi 43 per cento dal 2019 a oggi del mercato a canone libero, il cosiddetto 4 anni + 4. "Nel 2019, la differenza tra un affitto a libero mercato e uno a canone concordato era compensata quasi interamente dai vantaggi fiscali.
Ossia cedolare secca al 10 per cento e riduzione 25 per cento dell'Imu" ricorda Silvio Barbiero, presidente dell'Unione dei piccoli proprietari immobiliari.
Tuttavia "nel 2026, l'impennata del libero mercato ha reso la forbice di prezzo cos ampia che il solo risparmio fiscale spesso non basta pi a compensare la perdita di canone mensile per il proprietario". Il rischio, per i proprietari,  "il non rinnovo degli affitti concordati, i cosiddetti 3+2; spostare l'immobile sul mercato libero; convertire l'immobile in locazione transitoria ma con prezzi da canone libero".
La bozza di modifica.
"L'affitto concordato nasce dall'esigenza di aiutare le fasce pi deboli della popolazione, compresi gli studenti.
Ma se la forbice tra mercato libero e concordato si muove avvicinandosi cos tanto, che senso ha? " si chiede Brombin.
La riformulazione delle zone, alla quale corrisponderebbero aumenti diversi, non sarebbe l'unica modifica sui criteri del 2019. Da quanto emerge, la proposta parla anche di un pi 20 per cento sul canone transitorio (18 mesi). Inoltre "il canone potr essere aumentato in base all'arredo fino ad un massimo del 40 per cento" sulla base "della presenza documentata di elementi d'arredo acquistati nuovi nei 12 mesi precedenti l'inizio della locazione". Ci che ovviamente non si toccherebbe sono le agevolazioni fiscali.
E nel computo sono comprese quelle sull'Imu.
L'Imu.
"Credo" osserva l'assessora alle Politiche abitative Francesca Benciolini "che un intelligente adeguamento del canone concordato sia necessario soprattutto per impedire il fiorire di contratti irregolari, ossia i "transitori" a prezzi da mercato libero.
Tutelando cos i pi deboli". Sullo sfondo della vicenda c' l'angusto tema della crisi abitativa e degli stipendi fermi. "Abbiamo gi aumentato al massimo l'Imu per le case sfitte" ricorda l'assessore "uno dei prossimi provvedimenti, la cui misura  ancora da quantificare,  una ulteriore riduzione dell'Imu per coloro che affittano a canone agevolato". Si preannuncia un autunno di cambiamenti.
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I pericoli.
"Molti potrebbero.
spostare l'immobile.
sul mercato.
a prezzo libero".
Silvio Barbiero, presidente.
dell'Unione piccoli proprietari.
Le finalit.
"I canoni concordati.
nascono per aiutare.
le fasce pi deboli.
della popolazione".
Michele Brombin, presidente.
del sindacato Sunia di Padova.
Gli sconti.
"Il Comune pensa.
a ridurre ancora l'Imu per chi affitta.
in modo agevolato".
Francesca Benciolini, assessora all'Edilizia pubblica
