pietro cesaro.
Montagnana.
Il Duomo di Montagnana si  riempito ieri mattina di giovani, amici, compagni di squadra e familiari per l'ultimo saluto a Niccol Camon, il 24enne di Borgo San Marco morto gioved scorso nel tragico incidente stradale di via Saoncella a Montagnana.
In prima fila, vicino ai parenti, c'era la squadra del Nuovo Ponso Ospedaletto, con la maglia di rappresentanza e i colori che Niccol aveva indossato nelle ultime settimane.
Presenti anche diversi ragazzi delle societ nelle quali aveva giocato in passato (Bevilacqua, Villa Bartolomea, Minerbe, Castelbaldo e Bonavigo) e di societ avversarie, dalle quali Nico, chiamato cos dagli amici, si  fatto comunque amare durante la sua carriera.
A inizio cerimonia la bara  stata portata a spalla da familiari e amici, tra cui il pap Emanuele.
Durante l'omelia, monsignor Lucio Monetti ha invitato la comunit a stringersi attorno alla famiglia, ricordando come "nessuno  esperto di fronte alla morte" e come, davanti a una tragedia simile, spesso non ci siano parole sufficienti.
Riprendendo il racconto evangelico della resurrezione di Lazzaro, ha sottolineato quanto sia difficile accettare la morte di un ragazzo di soli 24 anni: "Non  il tempo che passa a dare valore alla nostra vita".
Al termine della celebrazione, il parroco ha chiesto agli amici e ai compagni di squadra di alzarsi in piedi, rivolgendosi soprattutto ai pi giovani.
L'invito  stato quello di accogliere, valorizzare e includere sempre le persone pi fragili, proprio come ha saputo fare Niccol nella sua vita.
Commoventi le parole della fidanzata Sofia, affidate a uno dei migliori amici, Gabri: "Sei il mio amore.
Amori come il nostro non esistono.
Ti amer per sempre, te l'ho promesso". Poi quelle della mamma: "Quante soddisfazioni mi hai dato.
Siamo sempre stati orgogliosi di te.
In questo momento cos difficile mi conforta vedere a quante persone hai saputo trasmettere amore.
Ti amo tanto". L'amico ha poi preso la parola, facendosi portavoce del gruppo di amici del Borgo: "Abbiamo scelto di prometterti che erediteremo la tua famiglia, una mamma, un pap, un fratello, una sorella.
Staremo vicino a loro.
Noi abbiamo scelto di voler vivere per te e con te e continueremo a farlo.
Ti dedicheremo tutti i nostri traguardi, i nostri matrimoni, i nostri figli, i nostri gol". Infine ha parlato il pap Emanuele. "Nico era unico.
Un figlio speciale.
Era cos bello vedere quando veniva a casa con tutti questi amici che gli volevano e gli vogliono tanto bene.
So che loro ci saranno sempre.
Sar dura ora andare avanti senza di lui".
Fuori dal Duomo, infine, amici e familiari hanno impresso la loro firma nel legno del feretro, lasciando un ultimo messaggio al giovane calciatore, amico, figlio.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
La firma del padre, sotto i tanti presenti.
A sinistra, Niccol Camon.
il parroco.
"Non  il tempo.
che passa a dare.
valore alle vite.
Stiamo vicino.
a chi  pi fragile".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
