Il caso.
Le cimici dei letti, ancora.
Nel carcere di Santa Maria Maggiore il problema torna a mordere una situazione che da tempo procede sul filo dell'emergenza.
A denunciarlo  la Fp Cgil di Venezia: l'infestazione si aggiunge al sovraffollamento e alle difficolt di un istituto dove il disagio non riguarda soltanto i detenuti.
Perch quello che accade nelle celle finisce inevitabilmente per ricadere anche sulla polizia penitenziaria e sul personale amministrativo che lavora nella stessa struttura.
"Ormai non stupisce pi  commentano Franca Vanto e Alessandra Cortese, della Fp Cgil di Venezia - ma non ci arrendiamo, come organizzazione sindacale, a denunciare le condizioni in cui versano i detenuti all'interno della Casa Circondariale, persone stipate in un istituto la cui capienza massima di 159 posti  oltremodo superata ed in condizioni sempre peggiori".
Il punto, per il sindacato,  che l'emergenza non pu diventare normalit. "Non basta pensare che prima si stava peggio, la situazione resta ancora critica e chi  chiamato gestire queste situazioni assieme a tutto il personale direttamente coinvolto, a nostro avviso, ha le armi spuntate". Direzione, agenti, amministrativi: il margine d'azione, sostiene la Cgil, resta ridotto se le risposte strutturali non arrivano dall'alto.
Da qui la definizione pi dura usata da Cortese: Santa Maria Maggiore  "una polveriera". Le cimici sono soltanto uno dei problemi.
Sullo sfondo resta il sovraffollamento, una condizione che riguarda Venezia come molti altri istituti del Veneto e d'Italia.
E resta il nodo degli organici della polizia penitenziaria, sul quale lo scorso anno il sottosegretario Andrea Ostellari aveva promesso un aumento del personale e una riforma del Corpo.
A distanza di mesi, secondo il sindacato, il quadro continua per a essere segnato da una difficolt permanente. "Siamo altrettanto consapevoli che la direzione del carcere fa quello che pu con gli strumenti che ha, ma una soluzione dev'essere trovata", ribadisce Cortese.
Cos anche un problema come quello delle cimici diventa un'altra voce nell'elenco delle criticit. Per chi  ristretto, certamente.
Ma anche per chi, ogni mattina, entra a Santa Maria Maggiore per lavorare e deve gestire problemi che finiscono per accumularsi.
"La politica non si volti dall'altra parte, il sindaco lo Stato intervengano, la situazione in cui versa il Carcere di Santa Maria Maggiore, in un paese civile, non pu costituire una seconda pena", conclude Cortese.
&#8212;E.F.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
