eugenio pendolini.
Le indagini.
Dai dati di telefonate e messaggi contenuti nel telefono sequestrato a Leo Dimowski, in carcere per aver aggredito Serena Clarich con l'acido la sera del 26 giugno a Peseggia, gli inquirenti si aspettano di risalire alla catena di contatti precedenti all'aggressione.
E cos di arrivare al mandante, l'uomo di cui Dimowski avrebbe fatto il nome agli inquirenti.
Le indagini richiederanno ancora del tempo, utile per a verificare la versione fornita dal ventiduenne macedone la scorsa settimana nel corso dell'interrogatorio di garanzia durato oltre due ore e mezza e condotto dal gip Andrea Innocenti nel carcere di Santa Maria Maggiore.
Versione che dovr essere tutta verificata.
Compresa la circostanza dell'acido usato per l'aggressione: "L'ho trasportato in aereo", questo ha riferito il ventiduenne in sede di interrogatorio, escludendo quindi che a fornirglielo sia stato qualcuno da lui incontrato nel suo breve soggiorno in Italia prima dell'aggressione ai danni di Serena Clarich. Dalla verifica di questa circostanza, gli inquirenti si aspettano di risalire a eventuali complici.
Dimowski tutt'oggi si trova in carcere dal giorno successivo all'aggressione ma per via di un controllo alla stazione Santa Lucia dal quale era emerso un mandato d'arresto internazionale spiccato dalla Macedonia per due furti aggravati.
Al momento del fermo, era stato trovato con addosso 3.400 euro in contanti.
Tanti, troppi i punti che non sembrano convincere gli investigatori.
A partire proprio dal mandante.
Massimo riserbo al momento, e non pu che essere cos, sull'identit fornita dal ventiduenne.
Cos come sul movente sul quale ora saranno puntati i fari degli inquirenti, con l'obiettivo di trovare riscontri (o meno) sulla versione fornita davanti al giudice.
Ad oggi, infatti, la pista seguita dalla Procura di Venezia portava verso la frequentazione della donna aggredita con l'uomo macedone sposato che, secondo le prime ricostruzioni, le aveva di certo attirato l'ira dell'ex moglie.
Il giorno in cui era stata sfregiata, la vittima era tornata proprio da Roma, dove si era recata a trovarlo e dove lui abitava da un mese e mezzo.
In una testimonianza messa a verbale e agli atti della Procura, una cara amica della vittima aveva anche raccontato che la donna si sentiva minacciata dalla moglie dell'uomo che frequentava.
A domanda secca, l'amica interrogata dalle forze dell'ordine, aveva risposto che s, in effetti le minacce c'erano state.
I tre, in ogni caso, si conoscevano e in qualche occasione si erano anche visti.
Il macedone con il quale aveva una relazione e il figlio di lui sono stati scagionati dopo indagini e approfondimenti: non sarebbero loro  secondo gli inquirenti  ad avere ingaggiato il ventiduenne.
Un altro elemento emerso nell'interrogatorio  la sua presenza a Roma.
Dimowski infatti ha confermato che appena arrivato in Italia, con l'unico obiettivo di compiere l'aggressione a Peseggia, era transitato proprio per Roma.
Il che lascerebbe intendere un possibile, eventuale contatto con l'uomo che la vittima frequentava, o co.
n qualche suo familiare o con la sua ex o con qualche altro conoscente.
Al momento, comunque, tutte ipotesi sulle quali dovr ora far luce la Procura.
&#169; RIPRODUZIONE RISERVATA.
Serena Clarich  stata aggredita a Scorz.
le verifiche della procura.
Le indagini adesso.
si sono spostate.
sul mandante:.
accertamenti.
su tutte le chiamate.
ricevute dal 22enne.
I segni dell'acido sull'auto della vittima, sopra 'aggressione.
A sinistra l'abitazione di Scorz.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
