Quando si  visto gli occhi dei carabinieri puntati addosso, si  messo a correre a gambe levate.
Un comportamento piuttosto sospetto.
E in effetti, una volta raggiunto, i militari gli hanno trovato addosso un etto di hashish. Inevitabile l'arresto per un ventitreenne di origini straniere, arrestato marted pomeriggio tra via Piave e via Col di Lana.
Difeso dall'avvocato Roberto Zanata, il ragazzo  comparso ieri davanti al tribunale di Venezia per il processo per direttissima.
Davanti al giudice, ha spiegato che si trattava di un quantitativo di droga per uso personale, che non doveva quindi essere ceduta e spacciata a nessuno.
Una versione contestata da parte dell'accusa, secondo cui invece lo stupefacente era destinato alla piazza mestrina, come testimoniato anche dall'atteggiamento del ragazzo che si  dato a gambe levate alla sola vista, in lontananza, dei carabinieri che hanno dovuto faticare non poco per raggiungerlo e trarlo in arresto.
Alla luce dei numerosi precedenti specifici, il tribunale ha disposto nei confronti del ventitreenne la misura cautelare dell'obbligo di firma e ha convalidato l'arresto.
La difesa ha chiesto e ottenuto i termini a difesa e la prossima udienza  stata fissata in autunno.
-e.p.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
