VIAREGGIO Ci sono parole che vengono scelte nelle stanze del Palazzo, e altre che affiorano dal cuore.
Quando la politica s'ingarbuglia sulle geometrie politiche e i comunicati anonimi, a restituire un senso alle cose arriva la voce di chi il prezzo pi alto lo ha gi pagato.
La vicenda delle segnalazioni sui posti di blocco condivise dall'assessore Rodolfo Salemi in una chat Telegram ha interrogato la citt, e non solo.
La scelta della sindaca Sara Grilli di confermargli la fiducia, archiviandone le dimissioni, ha chiuso, per il momento, la questione sul piano amministrativo.
Eppure, al di l dei passaggi ufficiali, quello che resta di quel messaggio disinvolto continua a far riflettere.
E da questa riflessione, oltre lo scontro, sarebbe necessario costruire.
A dare voce a questo sentimento  Manuela Guidi Pardini, la mamma di Leonardo Brown, un ragazzo di ventidue anni vittima di un incidente.
Da quel giorno d'estate di tre anni fa, con la forza immensa e composta che solo un amore grande sa trovare, Manuela trasforma ogni giorno il suo vuoto in speranza e protezione per gli altri con l'associazione “Vivere“. Il suo intervento - affidato ai social - non condanna, ma  un richiamo profondo alla coscienza di una comunit. "Prendo atto della decisione", scrive Manuela.
"Sicuramente ci sono tasselli di questo puzzle che a me, come cittadina, non  dato sapere... Non posso fare altro che accettarla.
C' una parte per, in tutta questa storia, che denota una profonda mancanza di rispetto nei confronti delle vittime della strada e di tutte le famiglie e le associazioni che da anni si spendono sul territorio nella formazione e nella riduzione degli incidenti". Nelle sue parole non c' rancore, ma l'amarezza composta di chi vede incrinarsi una patto di protezione.
Un posto di blocco non  un contrattempo da eludere:  un presidio di sicurezza.
E' anche una linea che protegge un figlio che rientra a casa, un lavoratore, una vita intera.
I controlli sulle nostre strade non nascono solo per punire "o solo fermare i malviventi", ma "anche per custodire". Fermare chi guida nell'ombra dell'imprudenza significa salvare due vite ad ogni alt: quella di chi rischia di essere travolto e quella di chi rischia di travolgere.
"I posti di blocco servono a fermare chi non dovrebbe mettersi alla guida, evitando che avvengano altre tragedie", prosegue Manuela.
E "Fa male.
Fa male perch ogni singolo giorno ti impegni affinch la mentalit cambi, e per farlo hai un disperato bisogno che le istituzioni camminino al tuo fianco". Se un amministratore segnala la presenza delle pattuglie non tremano le poltrone, ma le fondamenta di questo cammino.
E' su questo che Manuela invita a riflettere.
Dietro al numero di una statistica — "Ogni anno sulla strada perdono la vita 2.750 persone" — ci sono stanze rimaste vuote, tavole apparecchiate con un posto in meno, abbracci persi, come un futuro.
Trattare la prevenzione una svista rischia di affievolire il valore dell'impegno che nasce da quelle assenze.
"E' successo a mio figlio... Ma domani potrebbe succedere a qualcun altro se non ci impegniamo", scrive Manuela.
Un monito delicato come un sospiro, ma fermo come la pietra.
Un invito a chi governa a ricordare che, al di l delle scelte politiche, il pi alto dovere di ogni amministratore  prendersi cura di una comunit. Mdc.

