FIRENZE Per un pomeriggio 'Pineta' ha traslocato nel cuore di Firenze.
A Palazzo Medici Riccardi, lo Stenterello Film Festival ha acceso i riflettori su “I Delitti del BarLume“, una delle serie pi longeve e riconoscibili della tv italiana, celebrandone protagonisti, comicit e quel piccolo universo umano che da anni tiene insieme mistero e risate.
A guidare il talk Andrea Muzzi, direttore artistico del festival, con gli attori Paolo Cioni, Daniele Marmi e Guglielmo Favilla, premiati con lo Stenterello “Eccellenza“ 2026. "Abbiamo voluto premiare serie Tv comedy capaci di lasciare un segno nella produzione italiana - ha detto Muzzi - Abbiamo iniziato con la serie cult “Boris“ e proseguiamo con “I delitti del BarLume“, che  particolare perch le serie toscane sono eccezioni nel panorama produttivo nazionale.
“I delitti del BarLume“ esiste da quasi 15 anni e ha permesso di portare alla luce interpreti molto interessanti prima sconosciuti.
D'altronde il ruolo dello Stenterello  anche questo: essere una vetrina di talenti." Il racconto si  mosso fra personaggi, aneddoti e soprattutto le ragioni di una longevit che ormai va ben oltre il semplice "chi  l'assassino?". "Il giallo  certamente il motore della storia - ha commentato Marmi, che nella serie interpreta l'agente Cioni -, ma sono rapporti, dinamiche, fragilit e comicit dei personaggi a renderla cos speciale.
La serie si  rinnovata senza perdere la sua identit, mantenendo l'equilibrio tra mistero e ironia.
Ognuno porta qualcosa di personale, una sensibilit, una comicit diversa, che messi insieme riescono a creare una sintonia unica, capace di bucare lo schermo". Paolo Cioni, il 'Marchino' del BarLume, ha insistito invece sulla portata corale della serie: "Ormai la forza del BarLume  data dai personaggi, dalla coralit, da tutto l' universo che si  creato: un mondo quasi a parte, al limite del reale, ma che allo stesso tempo si avvicina alle case degli italiani portando con leggerezza gli argomenti trattati". Un mondo toscano, s, ma capace di allargarsi fino a diventare specchio, caricatura e insieme racconto dell'Italia, con una leggerezza che non scivola mai nella macchietta fine a se stessa.
Favilla, che interpreta l'agente Govoni, la chiama quasi una compagnia teatrale: "C' una bellissima alchimia e il linguaggio si  adeguato a noi, come noi ci siamo adeguati al linguaggio.
Forse il segreto della longevit del BarLume sta proprio nell'affiatamento e nell'eterogeneit di un cast diversissimo". Come a dire personaggi imperfetti, affiatamento vero e una commedia all'italiana che continua a cambiare senza perdere il proprio accento.
Lo Stenterello ha premiato tre interpreti, ma l'omaggio  sembrato rivolto a un intero modo di fare commedia.
Corale, popolare, rocambolesco.
E, dopo tanti delitti, ancora sorprendentemente vivo.
Caterina Ceccuti    RIPRODUZIONE RISERVATA.

