TODI - C' un suono che da oggi la citt non sentir pi. E' quello della vita silenziosa dietro la grata del monastero delle Monache Minime della Rocca, una presenza discreta ma costante per generazioni.
Per molti tuderti quel luogo non  stato soltanto un monastero:  il ricordo dei giochi da bambini, delle corse a perdifiato fino al parlatorio, delle ostie ricevute dalle suore con la naturalezza con cui si custodiscono i riti dell'infanzia.
Il congedo delle monache e la chiusura del monastero non segnano soltanto la fine di una comunit religiosa, ma aggiungono un altro tassello al lento spegnersi dei conventi cittadini, luoghi che hanno intrecciato per secoli la storia spirituale e quella quotidiana di Todi.
"La chiusura del Monastero rappresenta un momento di profondo dolore per la comunit- ha detto il vescovo Sigismondi - tuttavia la partenza delle Monache minime di San Francesco di Paola non  il segno di un albero che viene reciso, ma di un seme che muore nella terra e custodisce una fecondit nascosta.
"Questo esodo - ha aggiunto -  un invito per la Chiesa a raccogliere l'eredit di silenzio e a custodirla, facendo il possibile perch passi ad altre mani, e non diventi preda di imprenditori senza scrupoli". S.F.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
