SIENA.
 Sindacati sul piede di guerra.
La segretaria generale della Cgil, Alice D'Ercole, ha parlato chiaro: "Non possiamo accettare che anni di sacrifici dei lavoratori e miliardi di soldi pubblici spesi per il risanamento della banca, vengano ridotti a mera leva di profitto, in barba al principio costituzionale di responsabilit sociale.
Le persone che lavorano in Mps e nel suo indotto, il tessuto socioeconomico dei territori, non sono una variabile dipendente delle operazioni finanziarie, da piegare a piacimento per garantire profitti alla finanza, ai banchieri, agli azionisti.
Il futuro di Mps non riguarda soltanto una banca.
Riguarda migliaia di persone, un patrimonio di competenze, un pezzo fondamentale del sistema economico e sociale del nostro territorio". E ancora: "Il rischio di sovrapposizioni in un processo di smembramento e un modello di credito orientato pi alla finanza che allo sviluppo delle piccole e medie imprese e al sostegno alle famiglie e ai piccoli risparmiatori rischiano di produrre desertificazione bancaria e compromettere il radicamento dei presidi nei territori, generare pi esclusione economica, sociale e territoriale, impoverire intere comunit. Siamo pronti alla mobilitazione". Marco Galati, First Cisl, ha invocato "ogni strumento per la tutela della banca, della comunit e delle generazioni future", mentre Alessia Silvestri, First Cisl Mps, ha detto: "Il risanamento della banca non pu essere il presupposto del suo smembramento.
Mps ha la forza per costruire il proprio futuro,  questa la sua identit". anche Marco Spinella, segretario regionale Uilca Toscana, ha alzato le barricate contro il progetto di Intesa Sanpaolo: "Non valorizza il territorio e non tutela la storia n i dipendenti del Monte dei Paschi".
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
