MONTALE Il parroco di Montale Don Paolo Firindelli, insieme ad altre associazioni, ha organizzato un incontro sull'inceneritore che si terr nella chiesa di San Giovanni Evangelista il prossimo gioved, 10 settembre, alle ore 21. Interverranno due personalit di rilievo nazionale come il presidente di Assoambiente Chicco Testa e il presidente di Zero Waste Italy Rossano Ercolini.
Il titolo  "Lascia o raddoppia? Per una decisione informata sull'inceneritore di via Tobagi". Il riferimento  all'ipotesi della realizzazione di un nuovo impianto con capacit di 100mila tonnellate annue, doppia rispetto alle potenzialit attuali, che  stata inserita nel piano di ambito dell'Ato Toscana Centro e ha acceso a Montale una vivacissima discussione.
L'incontro fa parte del ciclo di serate sulle tematiche dell'educazione che la parrocchia organizza ormai da due anni con la collaborazione di alcune associazioni: G.S. Aurora, Virtus Montale, Circolo Arci, Gruppo Alpini, Misericordia, Croce d'Oro e Comitato Fessteggiamenti.
"Il termovalorizzatore di via Tobagi - dice don Paolo -  una tematica rovente pi del clima di questi mesi,  un problema complesso che merita approfondimenti da parte di coloro che hanno competenze specifiche". L'intento dell'incontro  quindi "formare e informare la comunit con due esperti del settore con posizioni diverse, uno favorevole e uno contrario al raddoppio,  un modo per sviluppare l'arte difficile ma necessaria del dialogo". Dopo gli interventi dei due esperti ci sar la partecipazione del pubblico previa prenotazione all'inizio dell'incontro.
"La speranza  che il dibattito regali reciproche contaminazioni - dice Don Paolo - eviti di sdraiarci rassegnati in attesa che qualcosa cambi da sola e soprattutto dia motivazioni sempre pi profonde per esprimere il proprio parere". Intanto  infuria la polemica sugli striscioni antiinceneritore rimossi dalla Polizia Locale.
Il Comitato nonCiStiamo informa che ieri un nuovo striscione  stato rimosso nei pressi dell'impianto e contesta il provvedimento definendolo "un episodio surreale e inaccettabile che conferma un accanimento nei confronti dei cittadini che manifestano pacificamente il proprio dissenso contro l'inceneritore dal balcone della propria abitazione". Il Comitato ritiene "incomprensibile che le risorse della municipale e il denaro pubblico vengano impiegati per inviare agenti presso abitazioni private a esercitare pressioni informali.
Agli abitanti - riferisce il comitato - viene “consigliato“ di rimuovere i drappi di protesta con la pretestuosa motivazione che, qualora un automobilista si distraesse guardando il balcone e causasse un incidente, la colpa potrebbe ricadere su chi ha appeso lo striscione". Il Comitato ha fatto una richiesta agli atti e invita tutte le forze politiche a intervenire a tutela del diritto di espressione e riferisce un parere legale acquisito da cui si evince che "se un automobilista si distrae con uno striscione a tre metri dalla carreggiata la responsabilit ricade solo su di lui.
Uno striscione su un balcone privato non riguarda la disciplina della pubblicit, ma la libert di espressione disciplinata dall'articolo 21 della Costituzione". Giacomo Bini.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
