di Michele Scuto MASSA Il tappo che gira, un sorso d'acqua preso direttamente dalla bottiglia adagiata sul banco della giunta e poi la stoccata d'aula: "Siamo trasparenti come l'acqua Fonteviva, che  anche buona". Ha scelto un gesto ad alto impatto visivo il sindaco Francesco Persiani per intervenire in Consiglio comunale dentro il focolaio di polemiche che da mesi avvolge Evam Spa.
Tra le stoccate delle opposizioni sugli ammanchi di magazzino, i rilievi della Corte dei Conti sulle partecipazioni e le perplessit della minoranza sulla tenuta della governance aziendale, l'assise cittadina si  trasformata nel teatro di uno scontro sul presente e sul futuro della societ, partecipata dal Comune di Massa al 98,10%. Nel corso di una relazione durata quasi quaranta minuti, il primo cittadino ha riavvolto il nastro dei conti aziendali, ripercorrendo la genesi di quello che ha definito "un calvario" finanziario nato, a suo dire, da scelte lontane nel tempo.
"E' molto interessante scoprire la storia di Evam, una societ ingessata negli anni perch sono stati fatti investimenti sbagliati che hanno determinato debiti verso le banche, poi ristrutturati nel 2020 con Banca Etica per 4 milioni di euro e che la societ non ha la marginalit per restituire", ha scandito Persiani.
Dati alla mano, il sindaco ha difeso la rotta dell'esposizione bancaria, pronta a toccare i 4,8 milioni nel 2025: "Il debito pi basso in dieci anni.
Non  che abbiamo la Ferrari e la facciamo andare come una 500: abbiamo una 500 e non riusciamo a darle il motore di una macchina pi potente perch non ci sono margini di operativit". Difendendo a spada tratta l'operato del vertice societario anche sul controverso caso dell'ammanco di carico, gestito attraverso una transazione risarcita dal trasportatore, Persiani ha poi affrontato il nodo della natura giuridica della partecipata, marcando una distinzione tecnica: "Evam non  una societ in house, ma una Spa commerciale di mercato". Una societ in house, infatti, non  semplicemente una societ controllata da un ente pubblico: perch possa essere definita tale devono ricorrere precise condizioni, tra cui il cosiddetto controllo analogo e lo svolgimento della parte prevalente dell'attivit a favore dell'amministrazione controllante.
Nel caso di Evam, che vende acqua minerale sul mercato, la forma  quella di una societ per azioni che opera in regime commerciale.
Formalmente, dunque, la precisazione del sindaco  corretta.
Ma c' un altro dato, altrettanto difficile da ignorare: se il Comune possiede il 98,10% delle quote,  del tutto comprensibile che agli occhi dei cittadini quella realt venga percepita come una societ pubblica.
Una percezione rafforzata anche dal ruolo che l'amministrazione, in qualit di socio largamente maggioritario, esercita nella scelta dei vertici.
Insomma, la distinzione tra natura giuridica e percezione pubblica resta netta, ma non cancella il legame strettissimo tra Palazzo civico e la societ di Canevara.
Lo stesso Persiani lo ha ricordato affrontando il tema del rinnovo del CdA: "Continua a svolgere il proprio mandato in prorogatio.
Al momento opportuno decider in sede assembleare se sostituire in parte o totalmente l'organo di governo". Il passaggio pi caldo ha per riguardato le prospettive industriali dell'impianto e l'ipotesi di apertura ai privati.
"Vogliamo difendere l'immagine della societ, la sua capacit di lavorare e soprattutto tutelare le maestranze", ha rimarcato il primo cittadino, senza per chiudere la porta a scenari straordinari.
"E' anche vero che se un domani la societ va in default e fallisce, cosa diciamo alle maestranze e ai cittadini? Dobbiamo trovare le soluzioni per evitare che ci accada, e quindi eventualmente aprire la porta anche ai privati". Al termine dell'articolata relazione della giunta, il martelletto della presidenza ha per tarpato le ali al dibattito applicando con rigidit il regolamento sui tempi: appena un minuto concesso al consigliere del Pd Romolo Ricci per replicare ai quindici articolati punti dell'interpellanza.
Sessanta secondi incapsulati nel cronometro, nei quali Ricci ha provato a sintetizzare le ragioni dell'opposizione: "Non faccio interpellanze in modo piratesco, ma perch sollecitato dai cittadini e dai lavoratori.
Magari gli atti contengono imprecisioni tecniche di cui mi assumo la responsabilit, ma la citt pretende risposte e vuole capire a quale percorso andr incontro Evam di fronte al rischio concreto di una privatizzazione". Un confronto strozzato dal tempo e destinato inevitabilmente a spostarsi fuori dall'aula.
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Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
