MASSA CARRARA Nel dibattito sull'erosione, il porto e il Masterplan della Regione interviene anche la sezione di Massa Montignoso di Italia Nostra.
"Non vogliamo soffermarci su valutazioni relative alla fattibilit o meno di certi interventi e sulla compatibilit di possibili ripascimenti da Viareggio o dall'imboccatura del porto di Carrara, e neppure sull'opportunit o meno di opere strutturali capaci di ridurre l'energia del moto ondoso sulla costa -afferma l'associazione -. Valutazioni queste assai complesse che lasciamo agli esperti, i quali dovranno poi, o meglio prima, verificare la reale efficacia dei provvedimenti eventualmente adottati.
Vogliamo invece soffermarci su quanto affermato dal direttore della Protezione civile della Regione, Giovanni Massini, secondo cui “negli ultimi decenni alla maggiore forza del mare legata anche ai cambiamenti climatici si  sommata una forte riduzione dell'apporto di sedimenti fluviali, conseguenza anche delle consistenti escavazioni effettuate negli anni Settanta e Ottanta, i cui effetti sulla costa vediamo oggi.
Dobbiamo quindi invertire questa tendenza, favorendo nuovamente l'arrivo dei sedimenti al mare“. Ricordiamo che Massini ha anche affermato che “il porto di Marina di Carrara ha condizionato la linea di costa“. E che “non si pu tornare alla linea di costa precedente“. Inoltre ha anche detto che “bisogna essere cauti con opere di difesa quali pennelli e scogliere, che a fronte di un certo ripascimento locale hanno solo spostato pi in l l'erosione“. Attenzione quindi a “ogni intervento antropico sulla costa“. Tradotto: bisognerebbe tornare alla natura, togliendo qualsiasi infrastruttura posta dall'uomo.
"Dobbiamo rimarcare - prosegue la nota di Italia Nostra - che sul nostro litorale le grandi escavazioni si sono in pratica fermate, tant' che il Magra ha ricominciato a portare materiale che per si ferma all'imboccatura del porto di Marina di Carrara e che in parte viene 'sparato' al largo dal pennello in sinistra alla foce del fiume.
Ci pare, ma forse sbagliamo, che non sia ancora stato pienamente compreso che il litorale apuano  figlio del Magra e che senza l'apporto di questo corso d'acqua qualsiasi Masterplan sar monco.
Concordiamo quindi perfettamente con quanto affermato da Massini ma vorremmo capire quali provvedimenti sono stati presi per ripristinare l'arrivo dei sedimenti e se  in atto o almeno in divenire un reale coordinamentocon la Regione Liguria, visto che il Magra  a mezzo fra i due enti".    RIPRODUZIONE RISERVATA.
Articolo adattato dalla Fondazione Ezio Galiano, su progetto dell'ingegner Guido Ruggeri, per consentirne la lettura ai disabili visivi.
